Narni, Sergio Posati ricorda la città con “I nostri giardini”

NARNI – Ricordi, speranze e sogni. Dal passato personale ad una memoria collettiva e condivisa, il tutto accompagnato da una suggestiva velatura magica.

“Nei nostri giardini”, terza opera letteraria del professore narnese Sergio Posati, è un libro a tre tempi, tre parti distinte, ma strettamente legate e connesse tra loro.

Comune a tutte le tre parti del racconto è lo scenario dei Giardini di San Bernardo, da sempre luogo d’incontro cittadino, per famiglie, giovani e meno giovani, e, come si evince dalla sua narrazione, molto caro all’autore stesso. Ed è proprio lui il primo ad entrare in scena: un autore-narratore fanciullo che trovandosi per la prima volta in questi giardinetti va alla loro scoperta e ci racconta tutta la bellezza, le usanze del suo tempo e la magia di quel luogo ricco di storia e leggende. Una magia che trova conferma anche nell’incontro con una misteriosa vecchietta, che scopriremo poi essere la guardiana del parco e che ci accompagnerà anche nei capitoli successivi. È proprio questa misteriosa donna, infatti, che ci farà conoscere gli altri personaggi del libro. Dei ragazzi, sempre diversi, scelti, non casualmente, da lei stessa per incontrarsi ogni fine decennio, in particolare il 28 dicembre degli anni 1959, 1969 e 1979, e, seduti sempre sulla medesima panchina dei giardinetti, narrarci i fatti e gli eventi più importanti, secondo loro, del secolo che sta volgendo al termine. Ed è attraverso gli occhi e le voci di questi giovani che l’autore ci fa rivivere i momenti salienti di quei trent’anni di storia narnese, italiana ed anche mondiale. Eventi a volte tragici ed a volte sorprendenti. Fatti di rilevanza storica e sociale, ma anche scoperte ed innovazioni. E quindi, anche grandi personaggi, nazionali e mondiali di quegli anni, anche e soprattutto del mondo dello spettacolo e della musica, mondo affine all’autore che lo presenta, sempre, come la parte più spensierata e lieta della vita di tutti. E, come per magia, ad ogni racconto di ciascuno dei ragazzi, sembra prendere parte anche la natura circostante, alberi, montagne, terra e cielo, come a volerci ricordare la sua forza e manifestare il proprio dolore e disappunto per le troppe disattenzioni ed i continui errorri dell’umanità.

Terminata la parte della memoria, nell’ultimo capitolo del libro torna in scena come protagonista l’autore che, trascorsi molti anni, forse davvero decenni, si ritrova ancora una volta nella sua cittadina e nei suoi amati giardini, per svelarci il momento più magico e più intimo di tutto il libro, dove il tempo e lo spazio sembrano perdere consistenza per cedere il posto, finalmente, alle cose più vere ed importanti di tutta l’esistenza: i propri sogni ed i sentimenti più puri e veri, mai dimenticati. L’amore che tutto vince e tutto supera e che fa da filo conduttore, poi, un po’ a tutta la storia narrata e, soprattutto, alla storia di ognuno di noi.

Chiara Posati

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