Narni, Si spengono le Luci della Ribalta: successo per l’ottava edizione del festival

NARNI – Si sono spenti i riflettori del festival Luci della Ribalta, la rassegna di musica classica organizzata dall’associazione Mozart Italia Terni. La manifestazione si è conclusa lo scorso 29 agosto, dopo oltre due settimane di fitti appuntamenti, tra cui soprattutto concerti e mostre. Giunto all’ottava edizione, il festival costituisce ormai un appuntamento importante nell’offerta culturale narnese, grazie a una qualità degli ospiti cresciuta negli anni ed ormai consolidata. Ogni anno ripetersi è sempre difficile, anche perché gli organizzatori devono fare i conti con costi crescenti. Eppure, il bilancio finale non può che essere positivo.

Anche quest’anno, il festival ha saputo proporre un programma di qualità, ricco di appuntamenti e di ospiti illustri. La caratura internazionale, del resto, ha contraddistinto il festival fin dalle origini, quando è nato e si è sviluppato a seguito di un’idea di Renato Chiesa. Dopo la sua morte, le redini dell’organizzazione e della direzione artistica del festival sono state assunte da Anais Lee, sua moglie, che con coraggio e determinazione ha portato avanti negli anni il progetto, facendolo persino crescere. “In quest’edizione – ha spiegato in una nota l’associazione Mozart Italia Terni – abbiamo avuto oltre 250 ospiti provenienti da tutti i continenti, orecchi attenti ed interessati a rappresentare ventidue paesi, tra i quali, India, Messico, Venezuela e Cina, a conferma della portata internazionale dell’evento in continua espansione”. Insomma, un insieme di voci e personalità diverse, con bagagli culturali e artistici differenti, hanno contribuito ad arricchire la rassegna, rendendola più versatile e affascinante.

Elencare tutti i musicisti presenti è impossibile. Di certo, però, tra i nomi che hanno partecipato ve ne sono alcuni che spiccano per prestigio e talento. Ѐ il caso di Calogero Palermo e Gustavo Núñez, rispettivamente primo clarinetto e primo fagotto alla Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam, che hanno tenuto il concerto inaugurale del 13 agosto nella splendida cornice del chiostro di Sant’Agostino. Il 17 agosto è stato invece protagonista Fedor Rudin, vincitore di numerosi premi tra cui l’ultima edizione del premio Paganini, mentre due giorni più tardi è salito sul palco del festival Felice Cusano, uno dei migliori violinisti in Italia. Tra i momenti più emozionanti di Luci della Ribalta va senz’altro inclusa anche la serata del 27 agosto, in cui si è svolto il Gran Galà conclusivo, un concerto con solisti e orchestra diretto dal maestro Alessandro Viale. Durante la serata, il sindaco Francesco de Rebotti ha reso omaggio ad Anais Lee, consegnandole un riconoscimento per il contributo che, a livello umano, culturale e artistico, ha saputo fornire negli anni alla città di Narni.

L’edizione 2018 del festival è stata caratterizzata anche da alcune novità significative. Innanzitutto i concerti pomeridiani, organizzati nella chiesa di Santa Maria Impensole e negli spazi interni di Palazzo Eroli, dove la maggiore vicinanza tra artisti e pubblico ha dato luogo a concerti dal clima più intimo e familiare. Il 24 agosto, invece, la musica si è fusa con la gastronomia e la tradizione medievale tipica di Narni: in collaborazione con l’Associazione Strada dei Vini Etrusco-Romana, si è svolta infatti una serata dedicata alla degustazione di prodotti locali e pregiati vini umbri. La partecipazione del Gruppo Teatro Danza il Corteggio del Terziere Mezule ha permesso al festival di calarsi ancora meglio e con più suggestione nella realtà e nella storia cittadina.

Una novità importante di quest’edizione è stata lo Spazio World, figlio di un’intuizione della stessa Anais Lee. L’idea è quella di allestire, ogni anno, un apposito spazio da dedicare, attraverso mostre, esposizioni e contenuti di vario tipo, all’approfondimento dei costumi e della cultura di un paese straniero. Quest’anno è toccato alla Corea del Sud, terra cara ad Anais. Per tutta la durata del festival, il museo Eroli ha così ospitato la Mostra d’arte coreana e dipinti su carta hanji: un’occasione unica per conoscere l’arte e la cultura di un Paese così lontano da noi eppure estremamente affascinante.

Dopo otto edizioni, il festival ha riproposto una formula ormai consolidata, arricchendola però di nuove proposte, stimoli e idee. Il festival ha saputo rinnovarsi nel tempo, senza tradire il suo spirito originario, fatto di buona musica e di valorizzazione degli spazi urbani. Le melodie che per oltre due settimane hanno invaso la città di Narni stanno lì a dimostrare che il percorso intrapreso a suo tempo da Renato Chiesa e valorizzato oggi da Anais Lee risulta efficace.

Lorenzo Di Anselmo

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