Narni, sit in cittadini-Comune davanti all’ex Carit: “La banca non deve chiudere”

NARNI – La banca non deve chiudere. E’ il messaggio che il sindaco, il Consiglio comunale e i cittadini hanno lanciato il 29 maggio scorso con un summit davanti all’ingresso della ex Carit, oggi Banca Intesa, i cui vertici hanno deciso di chiudere la filiale del centro storico, azzerando di fatto, gli sportelli bancari nel capoluogo.

Il sindaco ha consegnato nelle mani del direttore della filiale una lettera con oltre 600 firme raccolte in poche ore dall’iniziativa dei commercianti del centro ed ha dichiarato ancora una volta che “la banca non deve chiudere perché è un servizio e rappresenta anche un pezzo di storia della città”. Presenti quasi tutti i consiglieri comunali, e comunque in rappresentanza di tutte le forze politiche che per una volta si sono unite senza distinzioni per difendere la filiale.

Un bell’esempio di come si debba lavorare insieme quando in ballo c’è l’interesse della città. Intanto si lavora anche al piano B. De Rebotti e la giunta stanno cercando altri istituti di credito disposti ad aprire a Narni nel caso in cui Banca Intesa fosse, come sembra, inamovibile ed hanno anche proposto di trasferire nel palazzo del 1936, sede storica della Carit, anche altri servizi come per esempio le Poste in modo da sgravare i costi per Banca Intesa.

Al sit in non c’erano molti cittadini, quelli presenti erano per lo più anziani e c’erano pochissimi commercianti che, invece, avevano dato il via alla protesta. Il rischio è che l’istituto finanziario usi questo fatto come ulteriore alibi per confermare le sue scelte. Si vedrà.  

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