Narni, Vie del Cinema, stasera di scena il Risorgimento

 

NARNI – Stasera a Le Vie del Cinema è la volta di “San Michele aveva un gallo” (1972) di Paolo e Vittorio Taviani, uno dei pochi film davvero belli e importanti sul Risorgimento. Sarà il regista Paolo Taviani insieme con lo scrittore Andrea Carraro a presentare al pubblico il film. 

Domani invece verrà proposto Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani, a tutti gli effetti un film “europeo” che scava in un rimosso – il rapporto vittima-carnefice nei lager nazisti – che riguarda l’Italia e tutta la cultura europea in senso lato. A presentare al pubblico della rassegna il film sarà la regista, Liliana Cavani, insieme con Valeria Viganò, scrittrice e amica personale della Cavani. Per i più piccoli, sempre alle 21.00, sarà proiettato il classico Walt Disney restaurato Lo scrigno delle sette perle (1948) di Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Jack Kinney-

IL PORTIERE DI NOTTE di Liliana Cavani, Italia, 1974, 122’ – Soggetto di Barbara Alberti, Liliana Cavani, Amedeo Pagani, Italo Moscati; sceneggiatura di Liliana Cavani, Italo Moscati; fotografia di Alfio Contini; musiche di Daniele Paris; scenografia di Nedo Azzini – Con Dirk Bogarde, Charlotte Rampling, Philippe Leroy, Isa Miranda, Gabriele Ferzetti – Restauro digitale realizzato dalla Cineteca Nazionale. Introdurrà la proiezione la regista, Liliana Cavani, insieme con Valeria Viganò, scrittrice e amica personale della Cavani

Nel 1957, a Vienna, ex deportata, moglie di un direttore d’orchestra, riconosce nel portiere dell’albergo l’ufficiale delle SS di cui, giovanissima, era diventata l’oggetto sessuale in campo di concentramento.

NOTE SUL RESTAURO: Il portiere di notte è uno dei grandi film degli anni ’70 che collocano la cinematografia italiana in un contesto internazionale. Affronta da un lato la memoria rimossa del nazismo e il tentativo dei nazisti sopravvissuti di cancellare il proprio passato, dall’altro la complessa dinamica erotica e sentimentale, di dominio reciproco, che si instaura tra vittima e carnefice. La trama: a Vienna, nel 1957, Lucia (una donna ancora giovane sopravvissuta all’Olocausto) incontra per caso Max, il suo aguzzino nel lager, che lavora come portiere di notte in un albergo di lusso. Ora Lucia è libera, conosce le colpe dell’uomo, potrebbe denunciarlo: ma il rapporto morboso fra i due si riaccende, sotto gli sguardi di altri ex camerati di Max che tengono riunioni segrete nell’hotel per studiare come far sparire qualsiasi prova dei loro crimini di guerra. Il film si avvale delle stupende interpretazioni di due grandissimi attori britannici, Charlotte Rampling e Dirk Bogarde. Nel cast anche Isa Miranda, Philippe Leroy, Gabriele Ferzetti e il ballerino Amedeo Amodio. La sceneggiatura è firmata da Liliana Cavani assieme a Barbara Alberti, Italo Moscati e Amedeo Pagani. Fra i contributi tecnici ricordiamo la fotografia di Alfio Contini, le scenografie di Nedo Azzini e Jean-Marie Simon, i costumi di Piero Tosi, il montaggio di Kim Arcalli e le musiche di Daniele Paris.

Il restauro è stato realizzato in collaborazione dal Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale e dall’Istituto Luce-Cinecittà. È stato personalmente supervisionato dalla regista e realizzato da Pasquale Cuzzupoli, apprezzatissimo tecnico che lavora ai restauri realizzati a Cinecittà, e da Federico Savina per quanto riguarda il suono e la colonna sonora.

LO SCRIGNO DELLE SETTE PERLE di Clyde Geronimi, Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Jack Kinney (1948).

“Lo scrigno delle sette perle” ha sette segmenti. Once Upon a Wintertime – In questo segmento Frances Langford canta la canzone del titolo, che parla di due giovani e romantici amanti nel mese di dicembre. Il ragazzo si mette in mostra sul ghiaccio per la sua fidanzata, e si sfiora la tragedia. Come molti altri segmenti di questi film collettivi, “Once Upon a Wintertime” uscì poi nei cinema statunitensi come cortometraggio individuale, nel 1954.

Bumble Boogie – La battaglia surreale di un calabrone solitario che cerca di respingere una frenesia visiva e musicale. La musica era una variazione swing-jazz del “Volo del calabrone” di Rimsky-Korsakov, uno dei tanti pezzi presi in considerazione per “Fantasia”.

Johnny Semedimela – Una rivisitazione della storia di John Chapman, che trascorse gran parte della sua vita vagando per l’America centro-occidentale, ai tempi dei pionieri piantando alberi di mele. Questo segmento fu distribuito indipendentemente negli Stati Uniti nel 1955.

Little Toot – Questo segmento si basa sulla storia omonima di Hardie Gramatky, in cui il protagonista del titolo, un piccolo rimorchiatore, vuole essere come suo padre Big Toot, ma non riesce a stare fuori dai guai. Le parti cantate nella versione italiana furono doppiate dal Quartetto Cetra.

Trees – Questo segmento è una recitazione del famoso poema di Joyce Kilmer eseguita da Fred Waring and the Pennsylvanians con l’impostazione lirica vista attraverso le stagioni.

Tutta colpa della samba – In questo segmento Paperino e José Carioca incontrano l’uccello Aracuan, che li introduce ai piaceri della samba.

Pecos Bill – Il finale del film parla del famoso eroe del Texas, allevato dai coyote, il più grande e miglior cowboy che sia mai vissuto. Qui Pecos Bill è visto come un Tarzan del deserto e che tramite le sue avventure ha cambiato in modo radicale il Texas tra cui, la creazione del fiume Rio Grande e la comparsa di pepite d’oro in tutto il Texas. Pecos nelle sue peregrinazioni nel Texas insieme al suo fedele e amico cavallo Sputafuoco conosce una bellissima ragazza, e tra i due è amore a prima vista. Nell’edizione italiana le canzoni su Pecos Bill furono cantate dal Quartetto Cetra, mentre “Blue Shadows on the Trail” fu lasciata in inglese.

Pin It on Pinterest