Provincia, è pareggio in Consiglio ma il centrosinistra mantiene la maggioranza

TERNI – A livello di percezione, e a guardare i freddi numeri, sembrerebbe che nessuno dei due schieramenti si aspettasse il risultato emerso dalle urne, ma quella per il rinnovo del Consiglio provinciale di Terni è stata invece una consultazione che ha detto molto. Dal voto di domenica 3 febbraio è emerso un pareggio con 5 consiglieri a testa, e se è vero che il centrodestra aumenta considerevolmente i suoi seggi, è anche vero che il centrosinistra non si sfascia come sembrava e che anzi mantiene la maggioranza, perché il presidente della Provincia, Giampero Lattanzi, è il sesto componente e garantisce un voto in più al centrosinistra. Ma forse, l’assetto che scaturisce dal voto, non è del tutto una sorpresa. Lo stesso presidente Lattanzi dichiara che “il risultato emerso era plausibile” e diversi commentatori avevano ipotizzato il pareggio o al limite una leggera supremazia del centrodestra. Pareggio è stato. La Lega entra in Consiglio ma in punta di piedi e non con il bulldozer come aveva sperato paventando le dimissioni di Lattanzi. Il centrosinistra scende di numero ma mantiene la maggioranza per i prossimi due anni, quando scadrà il presidente, insomma, se quella in Provincia doveva essere la prova del 9 per le elezioni regionali, si può ben dire che va tutto rimandato a data da destinarsi, magari a cominciare dalle comunali di primavera. Perché da Palazzo Bazzani non esce un quadro chiaro sul futuro politico dell’Umbria. Quanto pesa ancora il Pd? Quanto la colazione di centrosinistra? Quanto conta la Lega che con il commissario Saltamartini aveva annunciato che dalla Provincia partiva l’offensiva alla Regione? e Forza Italia? E Fratelli d’Italia? Ci sono stati, nel centrodestra e nel centrosinistra, consiglieri che hanno deciso di votare per chi gli pare, fregandosene degli ordini di scuderia, se nel calderone delle prove generali ci mettiamo anche questo per le regionali diventa una bella incognita, oltre che una brutta gatta da pelare.

I numeri – i consiglieri che entrano a Palazzo Bazzani sono questi: Lista “Democratici, riformisti e progressisti per la nuova area vasta di Terni”: Claudia Dionisi (Amelia, consigliere, 6.595 voti), Daniele Longaroni (Castel Viscardo, sindaco, 7679 voti), Federico Novelli (Narni, consigliere, 6.543 voti), Valdimiro Orsini (Terni, consigliere, 7.217 voti), Sandro Spaccasassi (Calvi dell’Umbria, vicesindaco, 4.595 voti).

Lista “Provincia Libera”: Gianni Daniele (Narni, consigliere, 6.357 voti), Tamara Grilli (Amelia, consigliere, 5.072 voti), Orlando Masselli (Terni, consigliere, 6.296 voti), Leonardo Pimpinelli (Amelia, presidente del Consiglio, 5.498 voti), Monia Santini (Terni, consigliere, 5.456 voti). 

Le dichiarazioniIl segretario comunale del Pd, Leonardo Grimani e il segretario della federazione provinciale Paolo Silveri esprimono «grande soddisfazione per l’esito della tornata di elezioni provinciali che hanno visto il centrosinistra mantenere la maggioranza nell’assise di palazzo Bazzani. Ringraziamo – dicono Grimani e Silveri – i sindaci ed i consiglieri comunali che ci hanno dato ancora una volta fiducia e sottolineiamo come questo risultato sia avvenuto in un contesto politico molto difficile, vista soprattutto la composizione del consiglio comunale a Terni. I risultato ci dice inoltre che non soltanto abbiamo mantenuto e confermato i voti del centrosinistra ma abbiamo anche conquistato consensi nel campo avverso, come riconoscimento della nostra serietà e capacità amministrativa. Ciò indica che c’è ancora fiducia nella capacità del Pd e in generale del centro sinistra tutto di garantire ‘buona amministrazione’, basata su fatti ed opere concrete e non su propaganda, populismo e promesse di difficile realizzazione, quando non dannose. Tutto questo è un ottimo viatico in vista delle prossime elezioni amministrative che in estate coinvolgeranno alcuni comuni della provincia di Terni e soprattutto in vista delle elezioni regionali del 2020».

Soddisfatta, almeno ufficialmente (ma forse non è del tutto così) anche la Lega “un partito in costante crescita. A Terni la Lega si aggiudica 3 consiglieri sui cinque del centrodestra, con Gianni Daniele, Monia Santini e Leonardo Pimpinelli mentre a Perugia sarà rappresentata da  Marcello Rigucci, capogruppo a Città di Castello, primo degli eletti.

“Continua, dunque, la volontà da parte del partito di radicalizzarsi sul territorio – si legge in una nota – i comuni amministrati, i consiglieri provinciali insediati, 5 parlamentari eletti, le percentuale in costante crescita nei sondaggi, non sono più dei singoli episodi, ma la dimostrazione dell’ottimo lavoro portato avanti dalla Lega Umbria negli anni, con un occhio di riguardo ai territori ed un governo locale e nazionale particolarmente attento alle esigenze cittadine. Continueremo a lavorare con la stessa dedizione ed umiltà anche per i prossimi appuntamenti elettorali  con le amministrative e le europee alle porte e poi finalmente, nel 2020, riusciremo a dare agli umbri anche un Governo Regionale, conclude la nota, attento alle loro reali necessità e che li metterà al centro di ogni nostra azione politica.”

“Il centrosinistra tiene a Terni come a Perugia e dimostra compattezza riconfermando la maggioranza nei due Consigli provinciali”. Lo afferma il presidente della Provincia, Giampiero Lattanzi, che commenta l’esito delle votazioni.

“Un risultato – dice – che non era scontato e che ha però premiato la costanza, l’impegno, la serietà e la compattezza che abbiamo mostrato, Fattori che hanno tenuto insieme tutto il centrosinistra e che ci danno ancora la possibilità di amministrare nell’interesse dei cittadini. La flessione rispetto al passato in Provincia di Terni – osserva ancora – c’è stata ma il senso di responsabilità dei nostri sindaci e dei nostri consiglieri comunali ha permesso di fronteggiare l’avanzata di un centrodestra che ha mostrato palesemente i suoi limiti di coesione. Il risultato – continua – ci permette di proseguire nel lavoro svolto finora di raccordo con i comuni e il territorio, di ascolto della gente e di intervento nei settori chiave, come strade e scuole. Il confronto sull’esigenza di ridare fiato e funzioni alle Province – chiude Lattanzi – non può finire con la conclusione delle consultazioni elettorali ma deve anzi continuare e sfociare al più presto in risultati concreti”.  

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