Terni, antichi piatti della tradizione, cultura e buon vino con il Magnamaggio di Slow Food

TERNI – C’è il cibo di una volta, le antiche ricette della tradizione ternana, ma c’è an che cultura e pure momenti per riflettere su ambiente, climi e culture. E’ lo stile del Magnamaggio, la prima edizione di una rassegna che vuol far tornare le antiche ricette della tradizioni ternana e nello stesso tempo fare cultura e parlare di cibo, oltre che gustarlo. La rassegna è in pieno svolgimento e durerà fino al 19 maggio.

Neanche a dirlo, il successo non è affatto mancato e non poteva essere diversamente, quando si fanno le cose per bene, quando si unisce la sapienza e la competenza, l’amore e la passione  non ci si trincera solo dietro il profitto cercato in modo furbo. Magamaggio è un’iniziativa bella e intelligente, che ha messo insieme tante attività ristorative del centro e che le ha unite in un obiettivo comune: Quello di riscoprire le ricette di un tempo e riproporle perché non si dimentichino più.

Sono infatti oltre 20 le ricette che le bettole, così ribattezzati per l’occasione i locali che hanno aderito, hanno scelto come piatto da proporre per la manifestazione. Tante ricette gustose che i ristoratori prepareranno e renderanno disponibili per questo periodo anche fuori menù, magari con un buon bicchiere di ciliegiolo.

“Questo vino, fino a pochi anni fa essenzialmente utilizzato per tagliare vini a base di sangiovese, grazie anche all’Associazione produttori del Ciliegiolo di Narni, sta risorgendo a nuova vita”, dicono i responsabili di Slow Food Interamna Magna che hanno organizzato l’evento insieme ad altre associazioni. E c’è anche un marchio di qualità. Il “Magnamaggio” si mangia infatti solo nei locali che espongono il cartoccio con il grappolo del maggiogiocondo, uno dei fiori tipici dei carretti dei maggiaioli. “Lì – dicono gli organizzatori – si mangia sano e ternano”.

 

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