Terni, Ast: fino a Parigi per presentare il proprio modello contro la corruzione

TERNI – Invito di prestigio per l’Ast di Terni, chiamata a partecipare al “Workshop on bribary in export credits”, svoltosi martedì 11 giugno nella sede dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), a Parigi. Il tema del worhshop verteva sul problema della corruzione nelle transazioni commerciali internazionali. L’Ast, rappresentata da Nicola Allocca, AST Governance Director, è stata invitata per esporre il proprio modello aziendale con cui cerca di proteggersi dai rischi della corruzione.

Nello specifico, l’iniziativa era finalizzata a fare proposte provenienti da diversi punti di vista per promuovere interventi volti a facilitare le discussioni tecniche tra governi, agenzie di credito all’esportazione (ECA), banche multilaterali di sviluppo (MDB), mondo del business e NGOs (Transparency International) sulle misure da adottare per scoraggiare la corruzione nelle transazioni commerciali internazionali. Del resto, un fenomeno di così ampia portata richiede necessariamente un’azione condivisa e coordinata, che si basi su idee, strategie e programmi comuni per il futuro.

Nicola Allocca ha illustrato il modo con cui l’azienda ternana intende costruire una vera e propria “No Corruption Zone”, rendendo l’Ast impenetrabile a ogni tentativo di corruzione. Per far questo, ha spiegato Allocca, è necessario definire standard e valori comuni, in modo da rendere i concetti di integrità, trasparenza e sostenibilità come i valori portanti della strategia messa in campo.

“Non c’è trade off tra performance e control, risultati e regole, business e valori: questo è il primo presupposto per creare una No Corruption Zone”, ha puntualizzato il Governance Director di Ast, illustrando poi gli strumenti che l’Azienda utilizza per combattere la corruzione. «Siamo costantemente impegnati nella diffusione dei valori in cui crediamo – ha sottolineato Allocca – Abbiamo definito e comunicato a tutti regole certe e oggettive e abbiamo previsto un sistema sanzionatorio basato sui concetti di tolleranza zero, imparzialità e gradualità delle sanzioni».

Ast crede, insomma, in un piano condiviso tra tutti i membri dell’azienda, capillare e basato sul supporto collettivo. Secondo Allocca, un sistema di controllo interno costituisce il principale antidoto per gestire il rischio di corruzione con un approccio selettivo e integrato, anche attraverso nuove tecnologie che consentono il monitoraggio continuo sulla totalità dei dati. “Incoraggiamo ad uscire dall’ombra – ha aggiunto il Goverance Director di Ast – per essere uniti contro la corruzione chiediamo a tutti di segnalare comportamenti illeciti utilizzando gli strumenti che abbiamo messo a disposizione”.

Lorenzo Di Anselmo

 

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