Terni, detenuti tentano la fuga dall’ospedale: Sparatoria per bloccarli

TERNI – Alessio Cesarini e Angelo Abate. Potevano essere loro i nomi legati a quella che poteva davvero diventare una strage all’ospedale Santa Maria di Terni martedì sera. I due, agli arresti rispettivamente a Terni e Spoleto, erano ricoverati all’ospedale.

Cesarini per aver ingoiato alcuni oggetti, tra cui delle lamette, Abate per le ferite ad un ginocchio dopo una rissa in carcere. Verso le 22 e 30 Cesarini, 34 anni, e Abate, 51, decidono di evadere. Aggrediscono prima l’infermiera che gli sta portando medicine, poi il piantone della polizia penitenziaria che ha il compito di vigilare su due detenuti.

Il poliziotto cade in terra, ha una ferita alla testa, non grave ma che non gli consente subito di reagire. I due fuggitivi scappano dalla porta di ingresso principale dell’ospedale. Un altro agente li insegue e spara quattro colpi di pistola, uno dei quali ferisce di striscio Abate che nel frattempo aveva aggredito le occupanti di una macchina, una Peugeot 206, mordendo una delle due, S.D. 31 anni, che era al volante.

Con la macchina scappa, lasciando a piedi Cesarini che forse per le condizioni di salute molto debilitate a causa delle ferite all’addome non riesce ad andare avanti e viene subito fermato dagli agenti. Scatta poi la caccia all’uomo. Volanti della stradale si mettono sulle tracce della Peugeot in fuga. Il tentativi di Abate di far perdere le proprie tracce però dura poco. Alla prima stazione di servizio del raccordo autostradale, ad Orte, viene raggiunto e bloccato dai poliziotti.

Sia lui che Cesarini sono0 stati di nuovo arrestati e adesso per loro la posizione si fa davvero dura. Due i feriti della polizia penitenziaria curati al pronto soccorso, tre le donne sotto choc: L’infermiera e le due occupanti della macchina. Una serata davvero ad altissima tensione che solo per miracolo non ha avuto conseguenze più gravi.

Un brutto, bruttissimo episodio in una città che solo due giorni fa era stata costretta a rivangare il triste recente passato legato all’omicidio di David Raggi ai cui famigliari lo stato ha concesso solo 21mila euro di risarcimenti. Quella notizia aveva riaperto ferite non ancora rimarginate e ritoccato nervi ancora scoperti.

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