Terni, le famiglie dei disabili alzano la voce

TERNI  La protesta delle famiglie dei disabili Chiamano in causa Asl, Comune e Regione, più volte in passato sollecitati sui rispettivi adempimenti socio-sanitari previsti, le associazioni delle famiglie con persone con disabilità di Terni, che stamani sono tornate a chiedere interventi da parte delle istituzioni locali “per risolvere problematiche che – dicono – non hanno trovato ancora soluzione”.A sette mesi dalla manifestazione di protesta che si è svolta sotto la sede dell’Usl Umbria 2, il Comitato spontaneo genitori di bambini con disabilità e le associazioni Afad, Aladino Onlus, Carta Autismo, Parent Project e Un volo per Anna hanno tenuto una conferenza stampa, a palazzo Spada, in cui hanno sottolineato la necessità del rispetto delle leggi che in Italia tutelano le persone con disabilità.

Serve più personale qualificato “Chiediamo – hanno detto i rappresentanti delle associazioni – che il Comune, di concerto con l’Usl, predisponga, avvalendosi di figure qualificate, i progetti individuali condivisi con le famiglie e che i servizi e le cure, necessari per la salute e la qualità della vita siano stabili e non messi in discussione ogni sei mesi per problemi disciplinari”.

Altre problematiche Tra le varie questioni aperte sono necessari, secondo le stesse associazioni, anche la costituzione di un’unità operativa multidisciplinare per adulti, il potenziamento delle alternative ai centri diurni (inserimento lavorativo, borse lavoro, terapeutiche e smart) e chiarimenti sull’erogazione degli assegni di cura e di sollievo. “Per quale motivo – si sono chieste ancora le associazioni – nel resto della regione sono stati erogati mentre a Terni la Usl non risponde? Parliamo di famiglie con disabili gravissimi e nella più totale disperazione”. In merito alla neuropsichiatria infantile (servizio dell’azienda sanitaria) le famiglie dei disabili chiedono inoltre che questa garantisca la presa in carico di bambini e ragazzi attraverso progetti riabilitativi individuali oltre che interventi appropriati e specifici, con la contestuale riorganizzazione e riqualificazione dell’unità operativa e l’inserimento di nuove figure professionali.Alla Regione viene infine chiesto “di velocizzare e potenziare l’utilizzo dei fondi europei nelle problematiche della disabilità”.

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