Terni, Università, il rettore Oliviero presenta il progetto: “Dipartimento autonomo, internazionalizzazione e ricerca”

TERNI – La prima uscita dopo il lockdown il rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero, la riserva a Terni e non è un caso, nè un esercizio di cortesia. Poco prima di entrare in riunione con i vertici della sanità, anche questi, non per caso, forse, riuniti a Terni, Oliviero ha deciso giovedì mattina, 11 giugno, di incontrare la stampa per mettere in chiaro due cose di fondo: L’Università non è solo Perugia e, seconda cosa, per Terni i progetti sono non solo ambiziosi ma già pronti.

Insieme al direttore del polo ternano, Stefano Brancorsini, Oliviero ha snocciolato i punti salienti di quella che sarà non tanto una nuova università ternana ma, finalmente, l’università. “A Terni creeremo un dipartimento unico, autonomo, interdisciplinare con docenti incardinati e corsi ternani, senza doppioni o repliche”, ha annunciato il rettore che poi ha snocciolato le altre due gambe del progetto: “L’internazionalizzazione e la vocazione, almeno come riferimento, al centro Italia, saranno le caratteristiche dell’università di Terni e del ternano, unita a nuovi corsi e soprattutto alla ricerca.

“A Terni la ricerca si fa già su livelli molto alti – ha fatto notare il rettore – con ricercatori di grande qualità e soprattutto giovani e con strumentazioni all’avanguardia”. Per far capire meglio, Oliviero ha raccontato un aneddoto. “In pieno lockdown – ha detto – il prof. Brancorsini ha lavorato per la produzione di reagenti per i tamponi in modo da rendere l’Umbria autonoma. Siamo stati la prima regione a farlo.

Mentre in Italia si facevano pochi tamponi proprio perché mancavano i reagenti, in Umbria, grazie all’Università, questi ci sono sempre stati e se guardate il rapporto fra abitanti e numero di tamponi, vi rendete conto che la nostra regione è stata, ed è, forse la prima in Italia”.

E a proposito di ricerca e di coronavirus, il rettore ha rivelato che i laboratori ternani e umbri stanno lavorando sul virus. “Siamo riusciti ad isolarlo mantenendolo vivo – ha spiegato – il che signfica che possiamo testare vaccini e medicine direttamente nella nostra regione. E’ un dato di grande importanza”.

Il rettore, insieme al direttore di polo, ha poi sottolineato che l’Ateneo si sta già muovendo per radicarsi sul territorio con l’incardinamento di alcuni docenti già avvenuto e con i progetti riguardanti la valorizzazione dei giovani e della ricerca.

“Terni – ha annunciato Oliviero – sarà addirittura una delle 18 città tappa della “Notte dei ricercatori”, ma noi puntiamo a sviluppare parteneriati con Università straniere e italiane. Vogliamo internazionalizzare il polo ternano perchè ciò che conta è fare progetti di sviluppo basati sulla qualità, legati al territorio, nel senso di dare anche sbocchi lavorativi in sede locale, ma che guardino al mondo”.

Resta il nodo della sede e qui entra in campo anche il Comune. “Vediamo cosa vogliono fare”, ha dichiarato il rettore. Se sarà Pentima, ebbene dovrà essere una sede in grado di poter sviluppare il progetto che abbiamo in mente. Con il Comune c’è dialogo e confronto, l’Università ha bisogno del sostegno di tutti per crescere”.

Pin It on Pinterest