Amelia, bufera dei Cinquestelle sul nuovo locale di Piazza Marconi

AMELIA – Al M5S va di traverso il caffè ancora prima che il locale apra. Il caso sollevato dal gruppo consiliare è quello della prossima apertura del nuovo caffè in Piazza Marconi le cui procedure fatte dal Comune non convincono per nulla. Secondo Gianfranco Chieruzzi e Romano Banella infatti l’assegnazione del locale sarebbe stata fatta con un bando, a loro dire, discutibile.

Il bando , per la cronaca, è stato vinto da alcuni giovani la cui proposta, secondo l’amministrazione, era in linea con i parametri del bando stesso.  Secondo i grillini però quel bando “non dovrebbe prevedere, almeno in prima battuta, la stipula del contratto nel caso vi sia una solo soggetto interessato, non deve limitare la partecipazione ai soli soggetti possessori di una partita Iva ma soprattutto avrebbe dovuto avere la necessaria pubblicità ed essere presentato alla cittadinanza coinvolgendo una platea più ampia possibile, come la natura social della nostra giunta d’altronde richiede.

Invece tutto si è svolto a fari spenti nella notte per quella che poteva essere la ciliegina sulla torta di Piazza Marconi vanto di questa amministrazione”. Secondo i Cinquestelle poi a Piazza Marconi non sorgerà un caffè letterario ma un’attività diversa. “Sarà – sostiene Chieruzzi – semplicemente il 19esimo bar della città, uno come tanti. L’obbligo di adibire i locali esclusivamente a caffè letterario – dice ancora – viene poi annacquato e stravolto, nella burocratica, vacua, genericità del “progetto generale delle attività culturali” richieste dall’offerta tecnica, atte ad essere piegate a qualunque soggettiva interpretazione”.

Il M5S poi aggiunge: “Nel bando si arriva ad una vetta di involontario umorismo che dona al nostro giallo anche toni comici, quando “il piano organizzativo e di sviluppo dell’attività” si risolve nel mero impiego di giovani di età inferiore ai 30 anni, criterio che non solo non ha nulla a che fare con il titolo dell’azione richiesta ma che non rientra minimamente tra gli scopi ed i principi attesi dal bando, che mai tra i suoi obiettivi fa menzione, ad esempio, della volontà di favorire l’occupazione giovanile”.

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