La lotta della Confartigianato Terni contro l’abusivismo

TERNI – Confartigianato Imprese Terni, nel corso degli anni, ha più volte lanciato un grido di allarme sul fenomeno dell’abusivismo e del sommerso. Una  grave minaccia per le imprese regolari, ed in particolare per quelle operanti nell’artigianato e nella micro e piccola impresa considerato che, negli ultimi anni, secondo una recente ricerca del Centro studi della Confartigianato nazionale, in Italia il fenomeno ha registrato un sensibile aumento.  Solo nella provincia di Terni, infatti, i dati illustrano che a  fronte di circa 20.000 imprese presenti sul territorio ternano, oltre 14.000 sono particolarmente esposte alla concorrenza sleale. Si tratta di un quadro inquietante e dalle sfumature pesantemente negative per le imprese che operano nella legalità più completa.

L’abusivismo ed il sommerso – spiegano dalla Confartigianato di Terni – sono fenomeni che proliferano in tutti i settori, nessuno escluso; dal settore benessere, all’edilizia, all’impiantistica, all’autoriparazione, ai trasporti, ecc.. e Confartigianato Terni ha sollecitato la propria base associativa ad accogliere e rendere immediatamente note le segnalazioni di presunte irregolarità agli organi preposti (Prefettura di Terni, Guardia di finanza, Polizia municipale, Dtl Umbria, Inail, Inps e Camera di Commercio di Terni) tramite una lettera-denuncia, chiedendo l’immediato avvio dei controlli di legge.

I suddetti organi di vigilanza, e per prima la Prefettura di Terni che opera  attraverso il Tavolo tecnico di coordinamento – proseguono – hanno immediatamente risposto fattivamente ed offerto piena collaborazione. Proprio recentemente da una segnalazione di un nostro associato abbiamo raggiunto un ulteriore importante risultato di questa campagna di sensibilizzazione contro l’abusivismo. In particolare, l’immediato intervento dell’ispettorato del lavoro territoriale ha permesso di smascherare un imprenditore di fatto completamente abusivo e con personale irregolare. Inoltre, l’effetto di tale operazione è stato potenziato dalle conseguenze in capo al soggetto committente, ancorché privato, che in assenza di Durc (documento unico di regolarità contributiva) dell’impresa esecutrice è stato sottoposto alla sospensione dell’autorizzazione all’esecuzione dei lavori rilasciata dall’ente concedente.

Questo è stato un importante risultato che deve contribuire a trasmettere la legalità come un “virus”, che va diffuso – conclude la Confartigianato imprese  Terni – Intendiamo sempre più, sostenere le imprese che lavorano con senso di responsabilità. Sarebbe auspicabile, inoltre che il lavoro di sensibilizzazione e di denuncia nei confronti di chi opera in dubbia trasparenza venisse profuso anche  verso la pubblica opinione, nella cultura di ogni cittadino e nelle Scuole.

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