Ven, 30 Settembre 2022
Ven, 30 Settembre 2022

Filo diretto / Pandemic fatigue e stress da pandemia

Cos’è la pandemic fatigue?

Sono trascorsi ormai due anni da quando il mondo è stato completamente sconvolto dalla pandemia da Covid-19. Da allora, si sono susseguiti lockdown, DPCM, restrizioni, nuove regole da seguire per contenere il virus. Ultimo, non in ordine di importanza, il dibattito che ha diviso il nostro Paese sull’obbligatorietà o meno della vaccinazione e sull’utilizzo del Green Pass.

Tutto questo, aggiunto al timore del contagio e allo stravolgimento continuo della nostra quotidianità, richiede un adattamento costante e un dispiegamento di energie imponenti. Si sta diffondendo sempre di più, tra le persone, una condizione fisica e psicologica di affaticamento, sfinimento e di senso di impotenza. In alcuni casi, si è registrato un aumento di disturbi depressivi e disturbi ansiosi (almeno del 25% a livello mondiale).

L’OMS definisce tale condizione come “pandemic fatigue” o stress da pandemia, che indica una sindrome comportamentale e psicologica caratterizzata principalmente da un forte stress emotivo e da alcuni sintomi principali che, ricordiamo, possono variare di molto da persona a persona:

– senso di agitazione;
– stati ansiosi;
– sbalzi di umore;
– senso di irrequietezza;
– senso di passività nei confronti degli eventi;
– negazione del problema;
– rabbia o tristezza;
-voglia di libertà.

Questa sintomatologia può favorire anche l’insorgenza di disturbi fisici, come tachicardia, insonnia, ipertensione, riduzione o aumento di peso.

Perché sta succedendo questo?

Lo stress, di base, è una reazione fisiologica del nostro organismo quando si trova sottoposto a situazioni esterne difficili, alle quali si deve adattare. È una risposta primitiva del nostro corpo e può essere utile per fronteggiare creativamente le difficoltà della vita. Può consentire infatti un dispiegamento di strategie cognitive e comportamentali che permettono di affrontare (e superare) la situazione stressante.

Se però la situazione stressante si prolunga nel tempo, allora le conseguenze fisiche e psicologiche possono essere molto diverse e la risposta positiva di adattamento inizia a venire meno.
La pandemia da COVID-19 ha creato, di fatto, una situazione stressante continua e prolungata: incertezza, senso di confusione, paura per il contagio e per il futuro, contribuiscono a creare la percezione che non esista una fine a tutto questo.

Un altro aspetto importante è che il contesto pandemico ha minato profondamente anche il nostro senso di sicurezza. Tutti, chi più pesantemente chi meno, abbiamo visto un capovolgimento delle nostre vite. Il lavoro, la quotidianità, la socialità, la famiglia, tutti quegli elementi che prima erano una certezza incrollabile, ora per molte persone sembrano castelli di carta, pronti a volare via al primo soffio di vento. Molti hanno perso anche delle persone care, a causa del virus.

Per tutti questi motivi, la pandemic fatigue rischia di diventare una situazione cronica di stress che, a lungo termine, potrebbe avere conseguenze importanti sulla salute psicologica della popolazione.

Cosa fare?

Identificare la causa del problema. È importante distinguere se lo stato di stress è dovuto alla situazione emergenziale in corso o altre condizioni.

Ascoltarsi. Identificare le proprie emozioni, accoglierle e riconoscerle. Per stimolare questo passaggio, possono essere utili attività rilassanti (a seconda dei propri interessi) come una passeggiata all’aria aperta, la meditazione, l’attività fisica, lavori manuali. Qualsiasi cosa possa aiutare a entrare in contatto con sé stessi.

Nutrire la propria socialità. Laddove è possibile, può essere utile ricominciare a incontrare in presenza i propri amici. Se proprio non si può, allora sfruttare al massimo le tecnologie che si hanno a disposizione (smartphone, social, etc.).

Organizzare i propri impegni. Una routine giornaliera che possa scandire le giornate può essere utile a contrastare il senso di incertezza e ansia.

Curare il proprio stile di vita. Questo passa attraverso un corretto equilibrio tra alimentazione, attività fisica e momenti di riposo e relax.

Imparare a discriminare le informazioni. È importante valutare bene le fonti dalle quali si sceglie di apprendere le notizie e le tematiche attuali, altrimenti si rischia di essere travolti da una quantità eccessiva di informazioni non utili e poco veritiere.

Chiedere aiuto. Se il disagio psicofisico dovuto alla pandemic fatigue diventa difficile da gestire da soli e incide negativamente sulla qualità di vita, potrebbe essere utile chiedere il supporto di un professionista, come uno psicologo o uno psicoterapeuta.

 

Studio Limen – Psicologia e Psicoterapia

Dott.ssa Francesca Giannelli, psicologa e psicoterapeuta

Dott. Antonio Talarico, psicologo e psicoterapeuta

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