Narni, apre la mostra su Aldo D’Ormea: Fu direttore della Carburo di calcio

NARNI – Tante sorprese per la mostra fotografia dell’ing. Aldo D’Ormea “Da Narni all’Argentina negli anni Trenta” che verrà inaugurata sabato 26 ottobre alle 16 a Palazzo Eroli. La mostra ripercorre la vita di questo personaggio che nel 1911 era il direttore della Carburo di Calcio a Narni. Aldo vive con la sua famiglia, prima a Narni Scalo nella palazzina dei dirigenti della società Carburo, poi in via delle Grazie a Narni, con i suoi 4 figli tutti nati a Narni.
“La mostra, sia fotografica che documentale – afferma Aldo d’Ormea nipote dell’Ingegnere – riguarda i viaggi compiuti dai miei nonni e famiglia dall’Italia all’Argentina e all’interno dell’Argentina tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta.La maggior parte del materiale, risalente agli anni Trenta, è costituita da fotografie scattate da mio nonno Aldo. La mostra inizia ripercorrendo il viaggio per nave da Genova a Buenos Aires, passando per Gibilterra, Lisbona, Tenerife, Dakar e il Brasile.
La prima parte dei documenti fornisce una ricostruzione dettagliata della traversata dell’Oceano Atlantico: si parte da Genova per poi toccare l’Africa, il Brasile, l’Uruguay ed arrivare, infine, a Buenos Aires. La seconda parte è un percorso all’interno dell’Argentina a testimonianza dei viaggi di lavoro compiuti da mio nonno, vi sono scene di vita quotidiana, anche con primi piani di popolazioni indigene, alternate a paesaggi e a impianti produttivi del periodo, esempi di archeologia industriale. Sono presenti poi anche foto e cartoline del Cile e del Brasile, dove l’ingegner Aldo d’Ormea si era più volte recato per motivi di lavoro”.
Il materiale oggetto della mostra (parte degli anni Trenta e parte degli anni Cinquanta) è rappresentato da bauli, valigie, cinte in cuoio per le valigie, stampelle per abiti in legno con inciso il nome di alcune tintorie di Buenos Aires, liste dei passeggeri dei transatlantici, i relativi menu, la brochure della Festa dell’Equatore (quando la nave lo oltrepassava), il Diploma dell’Equatore, i nastrini dei transatlantici, libri vari argentini.
La vita in Argentina porta Aldo a fare impianti nel settore delle ferro leghe e nel carburo, utilizzando le sue esperienze nel settore che aveva fatto in Italia entrando nella prima fase della industrializzazione Argentina tra il 1930 ed il 1960 come riporta un articolo di giornale pubblicato in occasione della sua morte nel 1967. La mostra descrive questo percorso che dimostra che tra il 1930 ed il 1960 gli Italiani in Argentina, non portarono solo manodopera di bassa lega, ma anche intelligenze importanti che cambiarono il volto dell’Argentina con la prima industrializzazione, portando centrali idroelettriche e le grandi industrie dell’acciaio e dei fertilizzanti.

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