Narni, la storia delle antiche fontane

NARNI – Al tempo dei romani la città si sviluppava dalla porta Superior e le mura  nei pressi del futuro duomo, fino  alla porta Inferior situata nei pressi delle attuali monache di Sant’Anna . In questi luoghi sono state trovate nel tempo varie cisterne romane  che si trovavano  lungo il percorso della Formina. Le cisterne erano probabilmente rifornite dalla stesso acquedotto con integrazione delle acque piovane.

Si possono ipotizzare anche delle terme e sicuramente ci saranno state fontane  a cui gli antichi romani  abitanti a Narni si saranno riforniti. Si parla spesso di Fontane anche nel medioevo  come è il caso della fontana di  piazza dei Priori, nata nel  1303 ad opera di Marcuccio di Todi e Giovanni di Marco; come  appare in un’iscrizione che, corre al centro della coppa.

Anche negli  statuti del 1371 si citano spesso fontane e acquedotti  come  ad esempio  la fontana  del lago nella piazza di San Giovenale,  com’è contenuto nel libro primo degli statuti, sia sistemata dalla casa di Moricone di Luzio, e davanti all’Episcopato di Narni, e nei pressi delle altre case fino al ponticello. Le altre fontane dentro la città dovevano essere pulite e lavate almeno una volta al mese in inverno, e due volte in estate a cura dei sopraintendenti all’Acquedotto ed alle fontane.

In un capitolo apposito poi si stabilisce che non sia fatto oltraggio alle donne che vanno alle fontane. Inoltre i parenti controllino che i loro figli impuberi,  che non facciano qualche guasto o danni alle dette fontane  e il Vicario provveda che questo sia annunciato  pubblicamente dal banditore per la città di Narni . In questo periodo inoltre monasteri e conventi sorgono sempre nei pressi della formina, in modo che monache e frati abbiano sempre acqua a disposizione all’interno  delle loro strutture.

A Tale riguardo è divertente notare che tutti i disegni di antichi conventi riportano una cisterna o un pozzo che di solito è al centro del chiostro dell’edificio.  Altra curiosità è che gli Ebrei vengono tenuti alla larga dalle fonti di acque, come stabilisce un capitolo degli statuti  in cui si afferma che nessun ebreo può abitare  vicino alle fontane, a meno di 25 pedali, con pena di 25 libbre cortonesi. Altre fontane erano anche  sulla strada di san Gemini chiamata anche  “la fontana che si trova nella contrada dello Stallatoio”, venga fatta riparare con i soldi dei confinanti della tale fontana.

Altra fontana doveva essere nei pressi di San Salvato, infatti nel libro primo degli statuti al capitolo CCXXV si dice che l’acqua che fuoriesce dalla fontana di San Salvato , sia dato ai frati predicatori . Si stabiliscono poi pene severe per  persona che   depositi  sporcizia  nelle fontane , o faccia il bagno presso le stesse. Un documento interessante si trova in Girolamo Mautini da Narni e l’Ordine dei Frati Minori Cappuccini fra ‘500 e ‘600, a cura di Vincenzo Criscuolo.

In cui si dice che le donne che vanno a prendere acqua presso la fontana dei cappuccini nuovi, creano scompiglio per la tranquillità dei frati e che quindi vengano dissuase dal farlo. Una lunga descrizione delle fontane di Narni si trova anche nel documento e nelle mappe dell’ Ing. G. Rappaini del  1838. In essi si descrivono i pozzi e le fontane all’interno della città.

Pozzo della chiesa di Santa Margherita  e fontana, e fistola che da acqua ad una fontanella all’interno del monastero.

fistola che da acqua all’orto del signor Carlo Catterini

piccolo brano di acquedotto che porta acqua ai sig. Tiburzi.

piccolo brano di acquedotto che porta acqua alla fontana del Moro sulla strada Nazionale.

piccolo brano di acquedotto che porta acqua ai lavatoi

Pozzetto che porta acqua al signor Santacroce

fistola che da acqua alla casa del signor Mancinelli

Pozzetto che porta acqua al signor Ottaviani

fistola che da acqua alla casa del signor Caprilli Raguzzi.

Canaletto  che da acqua all’orto del signor Bernardini

Pozzetto fontanella e fistola del sig. Bucci.

Punto in cui la conduttura si divide in due rami.

Chiusino ove la conduttura  porta il rigurgito della fontana del lago ai lavatoi.

Fistola nel cortile del palazzo Vescovile.

fistola che da acqua alla casa dei signori  Eroli, Connestabile, Catucci, Terenzi.

fistola che da acqua alla casa dei signori  Sacripante

fistola che da acqua al Convento di San Bernardo

fistola che da acqua alla casa Colonna

fistola che da acqua alla casa del sig. Senepa

fistola che da acqua alla casa del Sig. Pianetti

Conduttura separata che porta acqua al monastero di Santa Restituta.

fistola che da acqua al convento dei Domenicani.

Condotto di piombo che porta acqua all’Orfanotrofio e alla casa del sig, Malagrigi.

Conduttura che da acqua a due locali della fabbrica dei panni e al pozzo pubblico.

Termine della conduttura di cotto

Fonte del Trojo

Lavatoio in via della Valle.

Porticella per discendere nell’acquedotto e fistola che da acqua al soppresso Monastero di san Luca.

Conduttura che da acqua al Sig, Manni

fistola che da acqua all’orto del  soppresso Monastero di san Luca.

Pozzo del  pubblico  ed altri.

Altre fontane venivano adoperate per abbeverare i cavalli e di solito erano poste  presso le porte della città, come testimoniano le fontane di Porta Ternana e porta Romana,  e le altre fontane spostate nel tempo con il dilatarsi delle mura cittadine, come la fontana del parco delle Rimembranze . Anche le fontane principali avevano degli abbeveratoi  per gli animali, come si vede da foto antiche,  delle fontane di Piazza Garibaldi e piazza dei Priori.

Infine molti pozzi sono ancora all’interno di case private a testimonianza di un passato che ci racconta ancora come sia stata importante l’acqua per la città di Narni e i suoi cittadini.

Vedi anche http://www.narnia.it/guida/fontane.htm

Giuseppe Fortunati

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