Mar, 4 Ottobre 2022
Mar, 4 Ottobre 2022

Giornalisti, allarme rosso del sindacato: “A rischio la sopravvivenza in Umbria”

UMBRIA – “A rischio la sopravvivenza del settore dell’informazione in Umbria”. E’ un allarme rosso quello che viene lanciato dall’Assostampa Umbria che butta sul tavolo la gravissima situazione dell’editoria nella regione, a partire dalla drammatica situazione di Terni dove non ci sono più televisioni e dove è rimasta aperta una sola redazione. Il sindacato giornalisti apre una vertenza generale che parte dal ternano e rischia di travolgere tutto il panorama regionale.

“L’Asu – dice un comunicato sindacale – porterà alla presidente Tesei il grido d’aiuto dei colleghi venuto da Terni con due richieste: finanziare la legge regionale dichiarata pienamente legittima dalla Corte Costituzionale e attivare la task force per le crisi d’impresa”. Nell’anno in cui l’emergenza da Covid-19 ha imposto il ruolo dell’informazione come servizio pubblico essenziale, sostiene Asu, in Umbria si rischia di non poter più vivere della professione di giornalista e di veder scomparire una dietro l’altra le voci che possano raccontare la quotidianità, testimoniare i fatti, creare consapevolezza nelle persone.

“Ecco perché l’Associazione Stampa Umbra – si legge nella nota – ha portato all’attenzione della giunta regionale, attraverso la richiesta di incontro presentata stamattina alla presidente Donatella Tesei, il grido di aiuto venuto ieri dalla manifestazione spontanea dei giornalisti di Terni, nella quale si sono identificati i colleghi di tutta la regione. I giornalisti umbri – continua il sindacato guidato da Marco Baruffi – chiedono attenzione, rispetto e assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni e della società di fronte a una crisi del settore che la pandemia ha accentuato paurosamente, esponendo i lavoratori delle imprese editoriali alla minaccia di un pesante ridimensionamento dei livelli occupazionali, cancellando opportunità di svolgere la professione e mettendo a repentaglio il pluralismo delle fonti di informazione.

Nessuno – avverte Asu – può chiamarsi fuori dall’emergenza rappresentata dal fatto che l’informazione professionale, e con essa il presidio democratico garantito dal lavoro dei giornalisti, siano gravemente messi in discussione proprio nel momento in cui sono determinanti per la collettività umbra nella difficile battaglia al Coronavirus. Nella lettera alla presidente Tesei l’Asu ha chiesto l’apertura di un confronto sulle criticità del settore dell’informazione in Umbria, che abbia come primo e non più rinviabile sbocco il finanziamento della legge regionale 4 dicembre 2018, n. 11 “Norme in materia di sostegno alle imprese che operano nell’ambito dell’informazione locale”, di cui la Corte Costituzionale ha riconosciuto la piena legittimità dichiarando infondata l’impugnazione da parte del Governo, e la disponibilità ad attivare la task force per la gestione delle crisi d’impresa per le principali vertenze che riguardano in questo momento la carta stampata, l’emittenza radiotelevisiva, il web.

Abbiamo l’aspettativa che l’esecutivo regionale possa dare un segnale di condivisione dei principi che l’Asu ha fortemente voluto porre a fondamento del testo di legge per promuovere la buona editoria a tutela del lavoro dei colleghi, rafforzati da una sentenza della Corte Costituzionale che rappresenta una grande vittoria, perché sono state giudicate infondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a proposito del divieto di erogare sostegni pubblici agli editori che abbiano riportato condanna, anche in via non definitiva, per reati penali contro la pubblica amministrazione e contro il patrimonio mediante frode.

Chiesto un incontro all’editore di Tele Galileo – Contestualmente all’iniziativa rivolta alla giunta regionale, l’Asu ha scritto all’editore di Tele Galileo per chiedere un incontro sulla vicenda della chiusura della storica emittente televisiva di Terni, al fine di tutelare i giornalisti coinvolti sotto il profilo professionale e contrattuale, ma anche di verificare quali siano le reali prospettive di dare continuità all’attività di informazione assicurata per oltre quarant’anni.

“Di fronte all’allarmante smantellamento del settore dell’informazione nell’area ternana – continua il sindacato – l’Associazione Stampa Umbra sosterrà tutti i colleghi nella comune esigenza di impegnare le istituzioni, le forze sociali, politiche ed economiche del territorio nella salvaguardia e nel rilancio dell’occupazione giornalistica in una piazza di straordinaria tradizione e importanza per la professione, per la quale abbiamo chiesto attenzione anche alla presidente Tesei”.

Anche l’Ordine dei Giornalisti a difesa di Tele Galileo – Il presidente Roberto Conticelli ha scritto al presidente di Confindustria Umbria: “

Egregio presidente, la scelta di scriverLe deriva da circostanze legate a una pessima notizia, la dismissione delle frequenze televisive di TeleRadioGalileo, storica emittente del territorio ternano, e dalle conseguenze che questo ulteriore ‘colpo’ all’informazione locale inevitabilmente comporta.

Nel mezzo di una crisi epocale indotta dalla pandemia, quando le informazioni professionali assumono una dimensione perfino sanitaria, noi operatori del settore assistiamo increduli e sgomenti al crollo del peso specifico del giornalismo, in special modo di quello locale, soppiantato dalla dissennata gestione di un web che, al di là dell’attività delle meritorie testate ufficiali regolarmente registrate, sfrutta una preoccupante, quanto probabilmente voluta, deregulation legislativa per lasciare spazio alle fake news, cancro dell’informazione corretta.

Accade così ovunque in Italia, purtroppo anche in Umbria e in modo assai evidente a Terni e nel Ternano, territorio un tempo florido per redazioni e giornalisti ed oggi rimasto desolatamente a corto di voci. Non Le evidenzio, poichè ne sarà certamente a conoscenza, quanto abbia pesato, per giungere a tale desolante situazione, il chiamarsi fuori delle istituzioni pubbliche locali nel corso dei decenni e di conseguenza il campo libero lasciato a editori distintisi negativamente nel perseguire l’esclusiva logica del profitto.

Come associazione che tutela la categoria abbiamo faticato, e fatichiamo ancora, a reperire sul territorio validi interlocutori con cui avviare una possibile prospettiva di scenario, nonostante il settore, pure danneggiato dall’emergenza-Covid, lasci intravedere evidenti spiragli di rinascita a fronte di un’oggettiva richiesta di notizie che giunge dalla società civile.

Molti altri territori nazionali già in questa fase programmano economicamente e socialmente il dopo-Covid, nel quale _ lo dicono le proiezioni degli esperti _ l’informazione tornerà a giocare ruoli di primo piano in tutte le sue componenti, dalla carta stampata allo stesso web, dalle televisioni alle radio. In tale contesto l’imprenditorìa locale merita di essere chiamata a una valutazione che tenga conto delle indubbie possibilità di sviluppo del settore della comunicazione, sia sul terreno economico (posti di lavoro e quant’altro) che su quello sociale e culturale.

I giornalisti ci sono, hanno un elevato profilo qualitativo e già sostengono, in condizioni estremamente disagiate e sottopagati, il proprio ruolo, pronti a Terni e nel territorio provinciale a concorrere attivamente a una visione imprenditoriale dinamica che intenda cimentarsi concretamente con progetti di largo respiro sul terreno dell’editoria. Il mercato delle notizie vive una stagione di crisi, tuttavia in esso sono presenti spunti e occasioni che abili imprenditori potrebbero gestire al fine di avviare iniziative sostenibili e redditizie. Tra l’altro l’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria, nei mesi scorsi, ha partecipato attivamente alla strutturazione della nuova Legge Regionale sull’Editoria, provvedimento che si appresta a divenire realtà con contributi riferiti alle attività editoriali collocate in tutto il territorio regionale.

A voi imprenditori chiediamo coraggio, a voi offriamo competenza pur nella ovvia distinzione dei ruoli.

Insieme ai colleghi componenti il Consiglio Direttivo sono pronto a incontrarLa, quando ciò sarà possibile e quando Lei riterrà opportuno, per discutere gli argomenti sopra prospettati, utilizzando queste poche righe come occasione di spunto per una riflessione a tutto campo che a nostro avviso oggi più che mai si impone.

In campo anche l’associazione Giornalisti in Umbria – L’associazione Giornalisti in Umbria ha scritto a prefetto di Terni, Regione, Tele Galileo (editore e colleghi), Assostampa, Ordine dei Giornalisti e Confindustria. “Esprimiamo innanzitutto solidarietà ai colleghi che a vario titolo in questi anni hanno lavorato ai prodotti giornalistici di Tele Galileo dimostrando passione, dedizione, grande interesse alla professione e alla città. Ci auguriamo che il loro apporto trovi comunque canali comunicativi validi e capaci di fornire reddito e soddisfazioni professionali.

Esprimiamo rincrescimento per quanto si è verificato a Tele Galileo. Per una situazione complessa e per molti aspetti non inedita si viene ora a verificare una chiusura che costituisce un sicuro impoverimento per il tessuto cittadino di Terni. Viene a mancare in un contesto che ha già visto chiusure e accorpamenti un’altra voce di informazione, un altro luogo di confronto.
Rileviamo che quanto si sta verificando è estremamente penalizzante per un capoluogo di provincia con oltre 100 mila abitanti. Occorre una riflessione seria e approfondita, occorrono interventi a sostegno della piccola editoria affinché il patrimonio di TV e radio locali – spesso con una lunga storia alle spalle – non vada disperso, così come occorre dare continuità alle testate on line che si sono recentemente costituite e che rappresentano una nuova frontiera della comunicazione.
L’associazione Giornalisti in Umbria si rivolge a tutti gli enti e soggetti che possono svolgere un ruolo attivo in questa e analoghe vicende. Per questo segnaliamo quanto sta accadendo – oltre all’odg dei giornalisti e all’associazione stampa umbra – al signor prefetto di Terni e alla presidente della giunta regionale”.

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