Dom, 27 Novembre 2022
Dom, 27 Novembre 2022

Narni, al Manini domani “Pupo di zucchero” di Emma Dante

NARNI – Domani al Manini è di scena “Pupo di zucchero La festa dei morti”, di Emma Dante . Debuttato a Pompei e poi al Festival di Avignone lo spettacolo va in scena al teatro di Narni alle 21 e poi domenica alle 18,30 sarà al Politeama Clarici di Foligno. Liberamente ispirato al libro di fiabe Lo cunto de li cunti di Gianbattista Basile, Pupo di zucchero racconta la storia di un vecchio che per sconfiggere la solitudine invita a cena, nella loro antica dimora, i defunti della famiglia. Il 2 novembre è il giorno dei morti.

Il vecchio prepara una pietanza tradizionale per onorare la festa. Con acqua, farina e zucchero impasta l’esca “pe li pesci de lo cielo”: il pupo di zucchero, una statuetta antropomorfa dipinta con colori vivaci. In attesa che l’impasto lieviti richiama alla memoria la sua famiglia di morti. La casa si riempie di ricordi e di vita: mammina, una vecchia dal core “tremmolante”, il giovane padre disperso in mare, le sorelle Rosa, Primula e Viola “tre ciuri c’addorano ‘e primmavera”, Pedro dalla Spagna che si strugge d’amore per Viola, zio Antonio e zia Rita che “s’abboffavano ‘e mazzate”, Pasqualino il figlio adottivo.

Secondo la tradizione in alcuni luoghi del Meridione c’è l’usanza di organizzare banchetti ricchi di dolci e biscotti in cambio dei regali che, il 2 novembre, i parenti defunti portavano ai bambini dal regno dei morti. Durante il rituale, in quella notte, la cena era un momento di patrofagia simbolica; nel senso che il valore originario dei dolci antropomorfi era quello di raffigurare le anime dei defunti. Cibandosi di essi, era come se ci si cibasse dei propri cari.

Nello spettacolo, interpretato dai bravissimi Carmine Maringola, Nancy Trabona, Maria Sgro, Federica Greco, Sandro Maria Campagna, Giuseppe Lino, Stephanie Taillandier, Tiebeu Marc-Henry Brissy Ghadout, Martina Caracappa e Valter Sarzi Sartori, sono presenti dieci sculture create da Cesare Inzerillo che mostrano il corpo della morte. In Pupo di zucchero la morte non è un tabù, non è scandalosa, ciò che il vecchio vede e ci mostra è una parte inscindibile della sua vita. Ciò non può che intenerirci. La stanza arredata dai ricordi diventa una sala da ballo dove i morti, ritrovando le loro abitudini, festeggiano la vita.

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