Mar, 4 Ottobre 2022
Mar, 4 Ottobre 2022

Narni e la guerra di 100 anni fa: Gli uomini al fronte, le donne in fabbrica

NARNI – A Narni durante il periodo della guerra del 1915 1918 tutte le fabbriche erano diventate sussidiarie alla guerra, i militari comandavano le fabbriche e tutte le produzioni erano mirate a lavorare per l’esercito italiano. Dalla fabbrica d’armi che era passata da 800 ad 8000 operai alle fabbriche chimiche che invece di produrre fertilizzanti , producevano esplosivi per cannoni e mitraglie. Le stesse fabbriche come Elettro, Linoleum e le altre fornivano materiali per l’esercito dai carboni per le lampade ad arco per i fanali, ai motori elettrici per tutti i mezzi dell’esercito.

Le donne dovevano lavorare nei campi al posto degli uomini , e la produzione di alimenti era ridotta al minimo, mancavano le scarpe che erano diventate beni di lusso. Ma il 4 novembre del 1918 finalmente la guerra finiva e l’Italia aveva salvato la sua autonomia territoriale ed aveva anche acquisito nuove terre come Trento e Trieste. Una vittoria pagata a caro prezzo, una delle poche volte che l’Italia vinse un conflitto militare, questo ci dovrebbe far riflettere sulla inutilità delle guerre e sui grandi prezzi che la povera gente deve pagare .

Il 4 novembre porteremo le solite corone nei soliti posti e solo poche persone seguiranno il mesto corteo che dalla piazza dei priori arriverà al monumento ai caduti, ma è importante ricordare perché si fa quel gesto, nella speranza di non ripetere gli stessi errori, per far comprendere ai nostri figli gli orrori della guerra, i lutti le privazioni che essa comporta e tutte le cose negative che si porta dietro. Per fortuna le nostre ultime generazioni ne hanno solo sentito parlare, ma i nostri nonni hanno vissuto tutto questo sulla loro pelle e molti sono morti senza neanche comprendere il perché.

Partirono cantando i nostri nonni sulle ferrovie, per una avventura che neanche immaginavano, strappati dai loro campi, vestiti di una bella divisa, come se dovessero partire per una gita, non si rendevano conto di quanto avrebbero dovuto soffrire, il freddo la fame la paura furono i loro compagni quotidiano per oltre tre anni e i fortunati che tornarono a casa spesso feriti nel corpo e nell’anima, si trovarono un paese diverso , piu’ povero e male organizzato, tutto da ricostruire.

Ma donne e uomini , si rimboccarono le maniche e con il duro lavoro lentamente ricostruirono il nostro paese, anche se la lezione non era stata sufficiente, ed un nuovo conflitto mondiale era alle porte. Ricordiamo quindi il 4 novembre del 1918 per onorare i nostri concittadini e per fare in modo che tutto questo non si ripeta, ma ci serva da lezione per le future generazioni.

Vedi anche

http://www.narnia.it/risorgimento/monumento.htm

 

Giuseppe Fortunati

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