Mar, 4 Ottobre 2022
Mar, 4 Ottobre 2022

Narni / Liste d’attesa, il comitato chiede di abbatterle usando l’ospedale

Narni – La Legge di Bilancio approvata il 30 dicembre scorso all’ art.1 commi 276-279 prevede che le Regioni per accedere ai 500 milioni di euro stanziati dallo Stato debbano rimodulare il proprio Piano di recupero delle liste di attesa e presentarlo entro il 31 gennaio 2022 ai Ministeri di Salute e di economia e finanze, scadenza poi prorogata al 24 febbraio.

Molte Regioni, tra cui l’Umbria, tra dicembre 2021 e gennaio/febbraio 2022, a fronte del ciclico picco del contagio, hanno sospeso ancora una volta le cure e prestazioni programmabili avvalendosi della Circolare del Ministero della Salute del 18 dicembre 2021, che prevedeva la possibilità di sospendere le cure procrastinabili per far fronte, durante il picco, all’assistenza dei pazienti covid.  In Umbria secondo la Regione dovranno essere ancora recuperate nel corso del 2022 oltre 80.000 prestazioni in quanto le liste d’attesa erano già bibliche ben prima della succitata Circolare.

Ebbene siamo giunti a fine febbraio e nulla si è fatto od organizzato. Preso atto che i 500ml di euro stanziati dallo Stato e ripartiti secondo quota capitaria tra le varie Regioni sono una cifra cospicua, restano da chiarire due ordini di problemi: 1) verso fine novembre 2021 la Regione Umbria presentò un articolato piano di abbattimento delle liste d’attesa in parte condivisibile (maggior ricorso alle strutture private convenzionate e migliore integrazione tra le varie strutture sanitarie presenti, seppur con le modifiche da me di seguito puntualizzate), ed in parte assolutamente da rigettare e mi riferisco alla decisione di garantire le prestazioni all’interno della complessiva rete regionale pena la cancellazione dell’appuntamento del paziente nel caso rifiuti la sede indicata. Per esempio potrebbe verificarsi l’evenienza che ad un cittadino venga proposta l’effettuazione di una Tac o RMN presso una sede distante 80-100km, l’utente si fa due conti, vede che gli costa meno il privato a pagamento vicino casa, rifiuta e così viene depennato dalle liste di attesa. Questo criterio lo ritengo iniquo, immorale ed un vero e proprio abuso di potere da parte della Regione; 2) siccome il Ministero dovrebbe vigilare sul rispetto formale e sostanziale da parte delle Regioni del contenuto dei Piani di recupero che saranno presentati dalle stesse entro il 24-02-2022, pena la cancellazione delle risorse stanziate e non ancora spese, potremmo trovarci nella condizione, per manchevolezze Regionali, di avere ancora nutrite liste di attesa e di non poter spendere gli stanziamenti in quanto “fuori tempo massimo”. In altre parole finanziare le misure di recupero non è più sufficiente, bisogna garantire una governance che permetta, senza storture, di centrare velocemente l’obiettivo di abbattere le liste d’attesa.

La vera sfida da vincere è quella del recupero delle prestazioni mancate, attraverso la definizione e l’implementazione di un modello organizzativo del SSN, basato sulla piena integrazione di tutti gli attori e strutture coinvolte a partire dalla rete ospedaliera complementare a quella territoriale, in grado di garantire sempre e per tutti i pazienti la continuità delle cure, senza più alcuna sospensione nei prossimi picchi di contagio.

Non sapremo mai come si sarebbe comportata una Giunta Regionale di diverso orientamento, sicuramente i fatti ci dicono che la condotta dell’attuale è discutibile, lacunosa ed inefficiente oltreché non disponibile al confronto.

Senza numericamente adeguato personale medico ed infermieristico non si fa nulla e la quota parte spettante all’Umbria dei 500ml dovrebbe servire proprio a mirate assunzioni laddove territorialmente c’è più carenza di specifiche professionalità (vedi Provincia di Terni) ma anche di sviluppare una modalità che consenta al cittadino di monitorare con trasparenza l’andamento dell’attività di recupero delle liste di attesa e dell’utilizzo delle risorse stanziate da parte delle Regioni onde evitare i cosiddetti “storni di bilancio”.

Così, in modo trasparente, i cittadini potrebbero farsi velocemente un’idea di come le Istituzioni stiano adoperandosi a favore del loro diritto alla Salute. Collegare, unire e negoziare perché “nessuno si salva da solo”.

 

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