Ven, 30 Settembre 2022
Ven, 30 Settembre 2022

Narni, ospedale chiuso, politica unita: “Si rischia il caso”

NARNI – Arrivano le reazioni ufficiali della politica dopo la decisione della Regione e dell’Usl 2 di chiudere di fatto l’ospedale di Narni e quello di Amelia e trasferire le professionalità a Spoleto per l’emergenza covid.

Pd, Psi, M5S, Lista De Rebotti in Consiglio comunale hanno diffuso la seguente nota: “In una fase emergenziale sanitaria difficile invece di aprire ospedali la Regione Umbria decide di chiudere quelli di Narni e Amelia.

Questo provvedimento, mascherato come temporaneo, è per noi incomprensibile e inaccettabile.

Siamo consapevoli che in una fase emergenziale e straordinaria come questa non è facile prendere decisioni, specialmente in ambito sanitario, in questi casi diventa fondamentale il confronto, con gli esperti, con chi opera nel sistema e soprattutto con chi conosce bene il territorio e lo amministra come i Sindaci.

Avevamo chiesto di essere coinvolti nella pianificazione e nelle scelte da fare nell’offerta sanitaria dell’Umbria del sud già mesi fa, ma gli stessi soggetti che chiedono di essere coinvolti per la stesura di provvedimenti nazionali, non ci hanno ascoltato qui in Umbria. Una vergogna.

La pianificazione condivisa e l’individuazione di scenari diversi, sicuramente avrebbe aiutato alcuni passaggi che invece, fatti in questo modo, oggettivamente non si comprendono.

Siamo consapevoli che in questa delicata fase ogni azione sbagliata nel settore sanitario potrebbe avere conseguenze sulla qualità della vita, sulla salute dei cittadini e, in più, può mettere in seria crisi un’intero sistema già stressato e causare danni a catena.

Chiedere soccorso nientemeno che a Bertolaso per poi prendere un provvedimento come quello di spostare il personale di Narni e Amelia altrove è apparentemente insensato. Conferma l’assenza di una strategia sanitaria regionale chiara e l’incapacità di una programmazione straordinaria per fronteggiare l’emergenza covid.

Ci domandiamo, come gestiranno le liste d’attesa programmate da tempo negli ospedali di Narni e Amelia? Dove dovrebbero andare i cittadini di questo territori in caso di necessità non legate al covid?

Si doveva lavorare da subito per far fronte a due scenari: uno legato all’emergenza sanitaria immediata e l’altro per il medio lungo termine.

Si doveva lavorare da subito per un piano di organizzazione degli ospedali e dei servizi sanitari territoriali, avviando una campagna di assunzioni di personale come ha fatto e continua a fare la regione Lazio.

Occorreva una pianificazione a medio termine che avrebbe dovuto individuare i punti di forza e quelli da potenziare e ottimizzare. Questo scenario doveva comprendere anche l’avvio della costruzione del nuovo ospedale comprensoriale di Narni~Amelia e potenziare così l’offerta sanitaria territoriale in modo da alleggerire in futuro la pressione sul Santa Maria di Terni.

Invece hanno voluto adottare la strada più semplice… chiudere due ospedali territoriali come quello di Narni ed Amelia e trasferire altrove il personale medico e infermieristico che avrebbe dovuto operare all’interno della nuova struttura.

Questa decisione, non solo rischia di disperdere competenze e specializzazioni, ma costringe cittadini ad utilizzare l’ospedale di Terni già sovraccarico rischiando di portarlo velocemente al collasso.

Se occorrevano strutture da utilizzare come RSA, si poteva immaginare di trovare altre soluzioni temporanee… magari si potevano pensare ad hotel e alberghi, così come hanno già deciso di fare altre regioni italane.

Di fatto, al di là degli annunci, delle belle parole a operatori e cittadini dell’Assessore Coletto e purtroppo anche della consigliera narnese Pace (presidente della regione non pervenuta), questa decisione è praticamente il colpo di grazia finale alla sanità non solo narnese, ma di tutta l’Umbria del sud.

Sacrificio di cui non si comprende bene lo scopo.

Per il bene dei nostri concittadini, noi non accettiamo questa scelta e intraprenderemo e sosterremo qualsiasi azione pacifica e democratica per difendere il servizio sanitario pubblico e i presidi ospedalieri di Narni e Amelia. Confidiamo in un ripensamento della Presidente, sosterremo le posizioni del Sindaco Narni, auspicando che anche quello di Amelia si faccia sentire.

Lavoreremo insieme a tutte le forze politiche, sociali e ai cittadini narnesi che vogliono mantenere questo importante presidio con proposte e azioni politiche da intraprendere sia in Consiglio Comunale che nelle sedi competenti a difesa del nostro ospedale.

Tirando in ballo un famoso detto popolare potremmo dire che questa giunta regionale vorrebbe “spogliare un altare per vestirne un altro”, in realtà in questo caso non sembra neanche quello.

Il Psi – Il 12 marzo scorso la chiusura temporanea dei Punti di Primo Soccorso, di questi ed altri servizi era stata disposta dalla direzione dell’azienda Usl Umbria 2 a causa dall’emergenza Covid-19 e al fine di
garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori ed eviti situazioni potenzialmente a rischio di
diffusione del contagio da coronavirus nelle due strutture.
Finita l’emergenza abbiamo chiesto con forza la riapertura, lamentando che da mesi tutti cittadini
dell’intero comprensorio narnese-amerino che necessitano di tali prestazioni sono costretti a
rivolgersi al Pronto Soccorso del Santa Maria di Terni o a quello di Orvieto. L’aggravio di accessi al
Pronto Soccorso di Terni, già oberato di suo, è stato assai notevole in questo periodo ed il disagio cui
sono sottoposti i cittadini è assai notevole, sia in termini di distanza che, soprattutto, di attese e
disservizi.
Lo abbiamo fatto con comunicati, lettere all’Assessore Regionale e con una mozione approvata dal
Consiglio Comunale di Narni, con il voto contrario delle forze politiche del centrodestra, con la quale
si chiedeva alla Regione ed alla Usl Umbria 2:
1) la immediata riapertura del Punto di Primo Soccorso dell’Ospedale di Narni;
2) l’applicazione del Piano di Riorganizzazione attività Presidi Ospedalieri di Narni / Amelia
così come sottoposto ai Comuni di Narni ed Amelia ed alle due strutture ospedaliere,
accompagnato da un preciso crono programma;
3) l’illustrazione delle tempistiche di realizzazione del nuovo ospedale comprensoriale di Narni
Amelia.
Nel frattempo, rassicurazioni del commissario straordinario Dr. Massimo De Fino e dell’Assessore
Regionale alla Sanità Coletto.
Parole smentite dai fatti: Punto di Primo Soccorso mai riaperto e l’ultima smobilitazione di ieri,
comunicata seccamente con lettera, senza alcun confronto.
Non ci si venga a dire che è colpa dell’emergenza covid. E’ colpa dell’incapacità di questa
amministrazione regionale a gestire la sanità umbra. Il fallimento è stato certificato dallo stesso
assessore, quello che voleva esportare il modello veneto, e dalla Presidente con la chiamata di
Bertolaso. In sei mesi non hanno mosso un dito per preparare i nostri servizi alla seconda ondata. I
dati sulle intensive li conoscete tutti.
Né che siamo disfattisti.
Abbiamo sostenuto la necessità di riprendere il percorso di realizzazione del nuovo ospedale
comprensoriale di Narni-Amelia la cui realizzazione non può più essere rinviata.
Ci siamo fatti, infine, con spirito costruttivo, con lettere alla Presidente, all’Assessore Coletto, alla
narnese Pace, Presidente della Commissione Sanità, propositori e promotori della proposta di
adozione del modello di Ospedalizzazione Domiciliare già avanzata alla Regione dal Dott. Favilli.
Siamo riusciti a fare approvare all’unanimità a Narni e in altri comuni dell’Umbria mozioni di
sostegno e di richiesta alla Regione. Da anni sosteniamo, infatti, la opportunità che la Regione adotti
un modello di organizzazione della sanità territoriale umbra imperniato sulla ospedalizzazione
domiciliare che consentirebbe di ridurre i tassi di ospedalizzazione, risparmiare posti letto da dedicare
agli acuti, migliorare la qualità di vita del paziente e contenere la spesa sanitaria.
Anche in questo caso nulla, nessuna risposta.
L’ultimo svuotamento di servizi comunicato ieri è intollerabile. Bene ha fatto il Sindaco a denunciarlo
subito. Questa mattina siamo con lui, unitamente alle altre forze politiche aderenti, a sostenere questa
azione davanti all’Ospedale.
Ci siamo sempre fieramente opposti a scelte penalizzati per i nostri servizi sanitari, anche con azioni
eclatanti come lo sciopero della fame del Vice Sindaco Marco Mercuri.
Continuiamo a farlo ora, sperando di trovare al nostro fianco tutte le forze politiche, anche quelle di
opposizione (maggioranza di governo in Regione) che stanno consentendo tutto ciò senza alzare un
dito”. Documento a firma Marco Mercuri, vice sindaco di Narni, Federico Novelli, consigliere comunale e provinciale, Claudio Ricci, consigliere comunale e Rita Strappatelli, coordinatrice di Narni.

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