La Corsa all’Anello e la rivoluzione dei 50 anni

NARNI – Un nuovo statuto che sancisce un’autentica rivoluzione nella forma e nella sostanza. Una rivoluzione che trasforma l’ente Corsa in un’associazione e che modifica radicalmente la selezione dei responsabili come mai era stato fatto in 50 anni. Dopo mezzo secolo l’ente Corsa diventa un’altra cosa, con uno spessore culturale e organizzativo diverso, molto più avanti rispetto al passato, con un impegno a cui il nuovo statuto chiamerà i membri dell’ente. Un impegno sotto molteplici aspetti, con precise responsabilità tecniche, finanziarie, economiche, logistiche e culturali e con un obiettivo fondamentale: Innalzare il livello qualitativo del più importante evento di Narni e uno tra i migliori dell’Umbria.

La Corsa all’Anello deve diventare un attrattore turistico per la città e per la regione, deve essere un prodotto culturale e non folkloristico, senza improvvisazioni e con una strada precisa e quasi assoluta: quella di diventare finalmente un evento di carattere nazionale con prospettive ambiziose che quindi non si fermano a Narni e nemmeno all’Umbria. Ci si riuscirà? Non è detto e non è scontato, ma il motore disegnato per la nuova macchina è stato pensato per la Formula 1 e non per il circuito di go kart. Il termine presidente, al posto di segretario generale, non è solo una differenza letterale, è una separazione semantica fondamentale, il coinvolgimento del Consiglio comunale che elegge tre cariche cardine del nuovo ente non è un vezzo politico, ma un indirizzo e un messaggio precisi, a cominciare dalla gestione economico-finanziaria che non soddisfaceva più il Comune, per proseguire poi per le questioni tecniche legate alla corsa moderna al San Girolamo, alla logistica e ai settori coreografici.

Anche in quest’ultimo caso, il messaggio è chiaro: La Corsa ha una sua storia, ha suoi pilastri fondanti e tradizionali che sono già di per se stessi unici, irripetibili ed esclusivi, ha radici che si fondano nel passato della città e non sono improvvisazioni carnevalesche, del resto il sindaco, Francesco De Rebotti, lo aveva detto già pochi mesi fa che “la Corsa all’Anello non è una mascherata”. E proprio lui ha voluto più di tutti una trasformazione radicale. Tempi troppo stretti? Riforme troppo pesanti? Salto nel futuro incerto da un presente stagnante? Si vedrà, ma bisognava cominciare, l’evento Corsa all’Anello deve puntare al massimo e rispettare se stesso, non può più permettersi improvvisazioni, tentennamenti e ripiegamenti al ribasso. I membri dell’ente Corsa saranno tutti elettivi, passeranno in parte dal voto dell’assemblea generale e in parte da quello del Consiglio comunale.

E’ una vera e propria rivoluzione che si tira dietro una scommessa, quella di fare un evento Corsa all’Anello di altissimo livello, con persone di altissima levatura, sia all’ente che nei terzieri. E’ una sfida che al momento non ha certezze, se non quelle formali poste dal nuovo statuto, ma è anche una sfida necessaria che chiama tutto il movimento ad adeguarsi e chiama anche il Comune, attraverso la presenza dell’amministrazione nell’ente ma soprattutto il Consiglio comunale, a fare ancora di più la sua parte. Quella di costruire una nuova macchina con un nuovo motore è stata fatta, adesso spetta anche ai terzieri e a tutto ciò che ruota intorno alla Corsa all’Anello fare la parte che gli compete, a cominciare da una solidità economico-patrimoniale diversa che coniuga insieme aspetti organizzativi e comunicativi più spinti, di livello più alto e di respiro più ampio. E’ un passo verso una nuova era e verso nuove responsabilità, ma è anche una sorta di ultima spiaggia. Meglio non sprecare tutto.

Massimiliano Cinque

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