Narni-Amelia e il nuovo ospedale tra sogno e realtà

NARNI – Dalle parole pronunciate ieri in Consiglio regionale dall’assessore alla sanità Coletto non si capisce bene se per l’ospedale nuovo siamo ai titoli di coda, se invece di fronte alla realtà dei fatti, soprattutto economico-finanziari o, infine, alla schermaglia politica fra opposti schieramenti. Da un lato l’assessore conferma che l’ospedale si deve fare anche perché questo territorio, il ternano-narnese-amerino, è stato troppo penalizzato in passato (con chiaro, pur se non esplicito, riferimento alle politiche del Pd e della passata giunta regionale), dall’altro però mette una serie di difficoltà non certo di poco conto.

I soldi disponibili subito, per esempio, secondo la Regione non ci sono e non mi pare che questo sia un aspetto trascurabile, ma poi c’è un altro fatto. Coletto è infatti del parere che il nuovo comprensoriale Narni-Amelia sia troppo vicino a Terni e al Santa Maria. Contachilometri alla mano, Cammartana dista da Narni oltre 8 chilometri e Narni dista da Terni altri 12, cosicché tra Cammartana e Santa Maria ci sono, secchi, 20 chilometri almeno, senza contare la distanza in termini di tempo di percorrenza, perché un conto è arrivare al cartello segnaletico “Terni”, un altro è giungere oltre la zona Le Grazie, dove sta il Santa Maria.

Tanto vicino insomma non sembrerebbe e comunque farlo più lontano cosa significherebbe? Dove? Oltre Amelia o da Narni verso Calvi e Otricoli o ancora verso San Liberato –Orte? Per carità, Cammartana non è un luogo sacro ma forse cambiare ora la destinazione sarebbe un po’ complicato, anche perché è già partita, lo dice il sindaco di Narni, la macchina degli espropri. Stando a quanto afferma De Rebotti sono ormai all’88 per cento, se si cambia zona, tutta quella partita come finisce? E quali sarebbero i tempi per una riprogettazione complessiva e per un nuovo iter burocratico-autorizzativo?

E se il Santa Maria dovrà interagire con il nuovo ospedale, come emerge dall’accordo di programma, non sarebbe allora, forse, meglio mantenerne una distanza congrua, non troppo vicina ma nemmeno troppo lontana, come appunto Cammartana? Anche perché nella nuova struttura è previsto un pronto soccorso che, in caso di emergenza, manderebbe i malati al Santa Maria e in quel caso non è meglio percorrere 18 chilometri, anziché, faccio per dire, 30? Dopo il dibattito in Consiglio regionale la questione sembra più confusa di prima.

Per Eleonora Pace (FdI) dubbi non ce ne sono, l’ospedale si fa. Per De Rebotti l’iter è partito, quindi, di conseguenza, quello che ha detto Coletto sembra più una specie di gioco delle parti (politiche, si intende), ma alla fine di tutto questo resta che al cittadino le idee si confondono ancora di più. Si farà, quest’ospedale? Non si farà? Si farà a Cammartana? Si farà da un’altra parte? I soldi ci sono? Non ci sono? E i tempi? Già, i tempi. L’unica cosa certa, o che almeno finora così sembra, è che entro marzo dovrà esserci il progetto esecutivo, che dovrà poi essere valutato da un soggetto terzo, estraneo a Regione e Comuni interessati. Vedremo come si andrà avanti, sperando che non si vada indietro, né per quello nuovo, né tanto meno per quelli attuali.

Massimiliano Cinque  

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