Narni e la storia: Papa Sisto IV in città ai tempi della peste

In questo periodo di coronavirus, rileggendo storie passate di pandemia, mi sono imbattuto in un testo dell’abate Giuseppe De Novaes, intitolato “Elementi della Storia de’ sommi Pontefici …..” , in cui si racconta che a causa della peste il 10 giugno del 1476 papa Sisto IV e la sua corte furono costretti a partire da Roma, per trovare aria più salubre,  restarono fuori Roma fino al 23 Ottobre dello stesso anno. Quindi fecero come noi un periodo forzato di quasi 4 mesi per sfuggire alla pandemia. In tale anno tra il  18 Luglio e il 21 Agosto il papa Sisto IV e la corte papale con una decina di Cardinali e un grande seguito, soggiornano a Narni ed in tale sede si parla anche che il Papa, durante un concistoro, affidò nuovi incarichi  a diversi Cardinali. Ad esempio  il Cardinale Rodrigo Borgia viene insignito della carica di Cardinale di Porto il giorno 26 Luglio 1476 durante il Concistoro di Narni .   Francesco Gonzaga (Mantova 1444, Porretta 1483), nel 1476 era Cardinale di S. Maria Nuova e vescovo di Mantova. Il 26 luglio, sette giorni dopo la partenza da Amelia, mentre si trovava a Narni, fu nominato amministratore della sede episcopale di Bologna. Il Cardinale Oliviero Carafa il 24 Luglio 1476 sempre a Narni fu nominato cardinale di Velletri, Il 24 luglio 1476 il C. divenne cardinale vescovo di Albano. A metà settembre il Carafa, si recò a Napoli per celebrare le nozze per procura di Beatrice d’Aragona con Mattia Corvino. Nella piazza dell’Incoronata egli procedette alla solenne cerimonia dell’incoronazione della nuova regina d’Ungheria, in questo caso i collegamenti con Galeotto Marzio sembrano evidenti .

Ma di cosa avranno parlato  i Narnesi con il Papa ???. Sicuramente avranno parlato della situazione delle  loro chiese, e gli amministratori Narnesi avranno fatto richieste per migliorare, sia la situazione delle famiglie più influenti, che per migliorare la situazione economica per le tasse ed i benefici territoriali, che si potevano avere dalla corte papale. Situazione a Narni nel 1476 :   il Vescovo era Buccardi Carlo  che aveva da poco sostituito Costantino Eroli andato a Spoleto , era vivente anche il Cardinale Berardo Eroli  che sicuramente poteva essere presente in quei giorni.

Le chiese principali erano oltre al Duomo, la chiesa di San Francesco non ancora affrescata nella cappella di san Bernadino che probabilmente fu in quel periodo commissionata al Mezzastris, mentre Benozzo Gozzoli farà per i Domenicani la tavola dell’Annunciazione. Altra chiesa importante era la chiesa di San Girolamo per cui si farà la grande pala del Ghirlandaio e per cui da poco il Cardinale Eroli aveva fatto venire da Spoleto i frati che la dovevano curare, come diremo  dopo. Anche il tema legato ai protomartiri francescani che proprio in quel periodo verranno santificati, come esempio contro i Turchi in cui si stava combattendo addirittura una crociata per bloccare la loro avanzata da est verso l’Europa. Nella chiesa di Santo Agostino  si chiamerà Piermatteo d’Amelia per realizzare non solo il dipinto della peste, ma anche l’affresco  in onore della famiglia del Gattamelata che da poco avevano liberato grandi risorse economiche con l’eredità che a Padova era andata alla chiesa di Santo Antonio, e per cui i mariti Narnesi e di Todi delle figlie del Gattamelata, reclamavano giustizia,  con famiglie come i Cardoli i Massei gli Arca e i Cesi. Pietro Cesi era in quel periodo Senatore di Roma ed Angelo  Cesi (1450-1528), figlio, appunto, di Pietro CHITANI CESI e Brigida d’ARCA, contrasse matrimonio con Franceschina CARDOLI, Vale la pena ricordare che nel 1476 nasceva a Narni la Beata Lucia. Pietro Cesi Dal 1468 al 1477 fu due volte senatore di Roma , ed una volta podestà di Perugia. Mori a Narni (1477) , ove gli fu eretto magnifico monumento nel duomo.

I palazzi che in quel tempo potevano ospitare il papa Sisto IV e la sua corte potevano essere il palazzo Vescovile oltre al palazzo del Governatore e palazzo dei Priori, i palazzi Eroli oltre alla Rocca che al tempo era in piena efficienza. Vi erano poi altri palazzi piu’ decentrati, ma il grosso della corte doveva stare al centro di Narni nella area del Duomo e della attuale piazza dei Priori  fino alla chiesa di San Domenico. Sul testo di Azelio Onofri “ La nascita del comune di Narni e le sue istituzioni, viene riportato un disegno a pag.111 la scritta “a destra il palazzo vescovile a sinistra la torre di San Domenico…” quindi il palazzo vescovile fu per molto tempo anche nei pressi della chiesa di San Domenico. La situazione degli archivi , dopo il sacco dei Lanzi del 1527  e i testi di riferimento purtroppo non ci aiutano, ma forse documenti potrebbero essere ricercati presso gli archivi Vaticani. Troviamo invece, molte di queste informazioni negli archivi di Amelia  dove la corte papale aveva sostato una ventina di giorni prima di spostarsi a Narni . Ad Amelia sappiamo dagli archivi cittadini che il Papa e la sua corte furono accolti presso il palazzo di Angelo Geraldini di via della Repubblica, 68, anche se la lapide che ricorda l’evento è ora leggermente spostata rispetto al palazzo originale. Angelo Geraldini (1422 –1486) fu un diplomatico di primissimo livello del ‘400. Ebbe numerosi incarichi presso lo Stato della Chiesa con Papa Callisto III, Pio II e Sisto IV, oltre che con il Cardinale Giuliano Della Rovere, che poi diventerà Papa Giulio II.

Altra testimonianza interessante è che Tra il 1476 e il 1478, lo stesso Piermatteo di Amelia fu incaricato di eseguire un affresco presso la chiesa di Sant’Agostino di Narni.Per la parte della ricerca Amerina si trovano molte informazioni nel  sito della famiglia Geraldini.

Ma un ruolo di primo piano in tale periodo fu sicuramente svolto dal  Cardinale Berardo Eroli . L’amore per la propria città natale, testimoniato dai lasciti testamentari, era stato manifestato dall’Eroli anche durante la sua vita, sia con interventi di pubblica utilità, come il riadattamento del ponte sul fiume Nera (1473), sia soprattutto per il restauro e la decorazione di chiese e conventi. Nella cattedrale di Narni fece fare ad intagli e intarsi finissimi gli stalli del coro, ma il suo intervento più cospicuo fu il completo restauro del convento di S. Girolamo e dell’annessa chiesa, opera lodata dal cardinale Ammannati in una lettera del 7 ag. 1472 all’Eroli, per la magnificenza e l’eleganza della costruzione. Nel 1471, completati i lavori, l’Eroli vi chiamò i minori osservanti, che avrebbero sostituito i domenicani (anticamente infatti in S. Girolamo avevano sede delle monache di quell’Ordine).Il suo testamento, rogato a Roma il 17 marzo 1479 dal clerico anconitano “Benincasa de Benincasis”, precede di pochi giorni la morte, avvenuta ivi il 2 apr.1479.

Concludendo,  sembra opportuno effettuare una ulteriore ricerca,  per meglio comprendere cosa avvenne a Narni nel 1476 tra il  18 Luglio e il 21 Agosto, per fare luce su tanti eventi e grandi testimonianze del passato, come ad esempio la pala del Ghirlandaio ed altre opere importantissime che in quel periodo andarono ad adornare la nostra città, creando un piccolo rinascimento Narnese, che forse si decise proprio durante il periodo di pandemia che tanti anni fa costrinse il Papa a lasciare Roma.

Giuseppe Fortunati

 

 

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