Narni, ambiente: primi passi verso il piano urbano della mobilità sostenibile

NARNI – Il protocollo firmato da Regione e Mise lo scorso dicembre aveva posto le basi economiche e operative, adesso si muovono i primi passi. I comuni di Narni e Terni hanno infatti avviato l’elaborazione del primo “Piano urbano della mobilità sostenibile” (PUMS). L’intento è quello di predisporre misure condivise, in modo da avere un approccio ad ampio raggio, che permetta di incidere in maniera più efficace a livello ambientale.

La situazione sempre delicata sotto il profilo ambientale che vive tutta la conca ternana, infatti, impone di non abbassare la guardia. Scopo dichiarato del protocollo era infatti quello di contrastare l’inquinamento atmosferico da pm10 nell’area della conca, attraverso interventi nei settori maggiormente responsabili di emissioni inquinanti, tra cui proprio quello della mobilità.

Per le misure concrete, tuttavia, è ancora presto. Per ora è stata infatti intrapresa la fase conoscitiva, che intende coinvolgere attivamente anche la popolazione. I comuni infatti hanno lanciato un questionario, chiedendo alla popolazione di compilarlo, in forma anonima. Disponibile online sul sito del comune fino al 30 giugno 2019, il questionario è finalizzato sia a raccogliere informazioni sulle attuali abitudini di spostamento, quindi l’uso dei mezzi privati o il ricorso al trasporto pubblico, che ad avanzare liberamente proposte sulla mobilità urbana. Come evidenziato in una nota diffusa, l’amministrazione comunale spera che l’iniziativa abbia buon seguito. Ottenere un numero elevato di informazioni, si legge nella nota, permette di elaborare un piano sì innovativo, ma concretamente capace di interpretare le reali esigenze di un territorio.

La seconda iniziativa riguarda l’organizzazione di un laboratorio partecipazione attiva previsto per venerdì 7 giugno dalle ore 9.15 alle ore 13.00 al Caos. La partecipazione richiede una previa iscrizione da effettuare entro il 24 maggio 2019. Il laboratorio intende rivolgersi in cui sia i portatori di interesse – associazioni di categoria, istituzioni scolastiche, enti pubblici, gruppi informali – che tutta la cittadinanza. Anche in questo caso, le istituzioni si aspettano una buona risposta da parte della società civile.

Lorenzo Di Anselmo

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