Terni, Ast:, polverone sulle emissioni arancioni: Verso un’Aia restrittiva?

TERNI – Le emissioni arancioni di Ast anche se circoscritte ad un solo episodio hanno scatenato un putiferio. Da più parti, sia parlamentari che regionali e comunali, si è alzato il grido di allarme sulla situazione ambientale a Terni ed ora, sembra che nessuno abbia più paura a parlare di possibile inquinamento da fonti industriali. Alla ribalta suo malgrado, ci finisce l’Ast, vuoi per essere la più importante azienda sul territorio e vuoi per le preoccupazioni che questo fatto porta da sé. Se la fumata arancione sia stata inquinante oppure no lo dirà l’Arpa nei prossimi giorni ma intanto si è aperta, in Comune, una fase nuova. Il sindaco Latini e l’assessore Salvati hanno già annunciato, soprattutto quest’ultima, che si chiederanno parametri più restrittivi per la nuova Aia che è in fase di procedimento.

Latini e Salvati – Dallo stabilimento Ast provengono “ripetute emissioni”, come confermato “dalla presenza di metalli riscontrata nelle polveri” e per questo il Comune di Terni chiederà agli enti competenti “di valutare seriamente l’imposizione nell’Autorizzazione integrata ambientale di accorgimenti”: è quanto hanno riferito, secondo l’Ansa, infatti in Consiglio comunale il sindaco Leonardo Latini e l’assessore all’Ambiente, Benedetta Salvati, in merito al fenomeno della nube arancione che si è verificato nell’area a caldo dell’acciaieria.
“Non conosciamo ancora i dati, in base a quanto ho appreso dalla stampa sembrerebbe che l’emissione sia stata circoscritta e che non abbia comportato rischio per i cittadini” ha sottolineato il sindaco. Per Latini però l’episodio si inquadra “in un discorso più ampio” e che la giunta, che si è riunita d’urgenza, ha deciso che “farà le dovute segnalazioni alle autorità competenti”.
Salvati ha sottolineato “che l’evento è soltanto l’ultimo di una serie di emissioni che ciclicamente si ripresentano”.
“Attualmente – ha aggiunto – si è in fase di revisione del documento istruttorio dell’Aia dell’acciaieria, con un nuovo dato descrittivo delle emissioni in atmosfera. Chiederò agli enti e all’Arpa di valutare in sede di autorizzazione determinate prescrizioni, in quanto questo è l’unico strumento veramente efficace che abbiamo”.

Richiesta l’ispezione – La seconda Commissione dell’Assemblea legislativa intende organizzare una visita ispettiva alla Acciaierie sulla questione dell’inquinamento ambientale nel ternano. Lo ha annunciato il presidente, Eros Brega, che ha così “dato immediatamente seguito” a una richiesta in tal senso del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.
Brega ha quindi inviato alla ThyssenKrupp una “richiesta formale per un sopralluogo in loco”.
I consiglieri regionali del M5s, Andrea Liberati e Maria Grazia – ricorda Palazzo Cesaroni – avevano chiesto una visita ispettiva in loco da parte dei membri della seconda e terza Commissione. E, poiché si tratta di un Sito di interesse nazionale, la richiesta di un’ispezione è stata allargata anche a rappresentanti ufficiali del Ministero dell’Ambiente

Fiorini (Lega): “Ridurre impatto Ast sul territorio” – “Prima il caso delle acque sotterranee contaminate da cromo esavalente, poi l’episodio del fumo arancione fuoriuscito dallo stabilimento di viale Brin domenica pomeriggio. Ast Terni faccia maggiore attenzione e provveda a ridurre l’impatto ambientale sul territorio”: a chiederlo è il capogruppo Lega Umbria, Emanuele Fiorini.
“Dobbiamo andare oltre – ha detto – l’annoso dilemma tra industria e ambiente, tra lavoro e tutela della salute. E’ arrivato il momento di voltare pagina e definire una linea di azione che veda il tema dell’inquinamento al centro dell’agenda politica comunale, regionale e nazionale e al centro delle dinamiche aziendali e produttive di Ast Terni. Nessuna decisione deve essere presa a discapito del territorio, nessuna strategia deve essere determinata senza valutare l’impatto ambientale che essa comporta”.
Fiorini si dice a favore “del mantenimento degli asset e dei livelli produttivi e occupazionali di una fabbrica”, ma ritiene di primaria importanza “tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini”. “Poche settimane fa – ricorda il consigliere regionale – l’azienda ha confermato un utile netto di oltre 98 milioni di euro? Bene, venga incrementata la spesa relativa all’acquisizione di tecnologie utili a ridurre emissioni e, quindi, l’impatto ambientale. Sono i nostri figli che ce lo chiedono”.

M5S: “Ast rispetti le norme” – “Numerosi studi di rango scientifico attestano il mancato rispetto di norme cogenti da parte delle Acciaierie di Terni, con drammatiche ricadute ambientali e sanitarie a carico della collettività. Al di là di quanto già rilevato dagli ‘Studi Sentieri’ su altri piani, fonti certe di inquinamento delle acque sotterranee sono le discariche industriali di vocabolo Pentima-Valle, da svariati lustri ampiamente in capo alla Thyssen Krupp”: i consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S) con una lettera aperta indirizzata al Ministero dell’Ambiente e ai presidenti della seconda e terza Commissione dell’Assemblea legislativa tornano sulla questione dell’inquinamento ambientale nel Ternano. E chiedono che “con la massima urgenza le Commissioni organizzino una visita ispettiva in loco dei consiglieri regionali”.

“Trattandosi inoltre di un Sin (Sito di interesse nazionale) – affermano Liberati e Carbonari in una nota -, si chiede anche la presenza di rappresentanti ufficiali del Ministero dell’Ambiente, al fine di appurare congiuntamente l’eventuale difformità dello status quo rispetto a quanto previsto dalle normative e dalle prescrizioni nazionali del Dicastero”. I consiglieri del M5s ricordano che quella di Pentima-Valle “è una delle discariche industriali più importanti del Centro Italia, con decine di milioni di tonnellate di scorie ivi sepolte e localizzate peraltro a due passi da luoghi di elevato pregio come la Cascata delle Marmore e la Valnerina”. “Tali discariche – aggiungono -, contrariamente a qualsiasi buona pratica e a ogni logica, continuano a ricevere annualmente centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti da parte del polo siderurgico, pur essendo rinvenuta da molti anni una diffusa contaminazione delle falde sia da ‘cromo VI’ che da altri metalli pesanti. Negli ultimi giorni è stata poi ribadita ufficialmente da Arpa-Umbria la contaminazione degli acquiferi sottostanti gli stessi stabilimenti Thyssen. Sia tramite atti amministrativi che nelle risposte ufficiali della politica, si evince la scientifica volontà della Regione Umbria nel consentire invariabilmente al Gruppo TK la prosecuzione dell’interramento dei rifiuti industriali presso tale sito, essendo viceversa urgenti chiusura e sequestro delle discariche medesime”.

 

 

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