Terni, una grande necropoli sotto l’Ast: “Un’antichissima società da scoprire”

TERNI – Nella zona dell’Acciaieria di Terni c’è una necropoli protostorica preromana, addirittura la più grande mai scoperta in Italia. La scoperta ci fu al momento degli scavi per la realizzazione della fabbrica: da quel momento, però, si sono registrati pochi passi in avanti al livello di ricerche e valorizzazioni. A sostenerlo è la professoressa e studiosa Maria Teresa Scozza che, con il sostegno dell’associazione ternana “Polvere di stelle”, ha deciso di approfondire seriamente la questione. L’obiettivo del lavoro intrapreso è dunque quello di recuperare e portare alla conoscenza del grande pubblico testimonianze e documenti d’epoca, riguardanti proprio questo patrimonio storico di cui il sottosuolo ternano è ricco.

“La nostra è una città antichissima, forse la più antica in Italia – ha spiegato la professoressa Scozza –. Ho studiato a fondo l’importante libro dell’archeologa Valentina Leonelli e guardando gli oggetti e le spille rinvenute nelle tombe della necropoli datata tra il XII e il X secolo a. C. ho potuto notare simboli ricorrenti come croci, spirali e svastiche obiettivamente simili ed alcuni proprio identici a quelli della Cultura di Halstatt in Austria (1200/500 a.C.) Credo che la grande fabbrica nasconda ancora tanto della Grande Necropoli”.

Tale ipotesi è suffragata poi da altri studi e testimonianze. Come riporta ancora la stessa Scozza, al momento del rinvenimento, altri studiosi ed esperti dell’epoca in questione, come Lanzi, Bellucci, Vittore, dichiararono con sorpresa che il materiale ritrovato appartenesse a nuclei famigliari di cultura protoceltica, ovvero indoeurepea, stanziatisi in Europa Occidentale millenni prima di Cristo. Secondo questi studiosi, le tombe della grande necropoli ternana sarebbero circa 2500. Di queste, al momento, solo 300 sono state salvate, e di esse solo 186 esaminate dalla dottoressa Valentina Leonelli. I reperti sono attualmente visitabili al Museo Archeologico del Caos. “Una società, quindi, evoluta e antichissima si nasconde ancora sotto”, ha concluso la Scozza.

Proprio gli scritti di questi ricercatori costituiscono un fondamentale riferimento. L’associazione, da tempo sensibile ad una possibile rigenerazione urbana anche attraverso la ricerca di documenti e testimonianze, ha riportato all’attenzione pubblica alcuni articoli scritti dai professori Giuseppe Bellucci e Ubaldi Vittore, pubblicati dalla rivista “L’Unione Liberale” e risalenti ai primi anni del secolo scorso. Questi articoli appartenenti al professore Luigi Lanzi, allora direttore degli scavi della necropoli delle Acciaierie, sono attualmente conservati presso l’Archivio di Stato di Terni.

Per esempio, nel numero 4 della rivista, datato 20 gennaio 1906, Bellucci scriveva: “Avemmo in Italia una parziale emigrazione di genti celtiche oltre a quelle della Val D’Aosta e dell’Alta Savoia? Il giudizio che dà l’egregio professor Lanzi sui resti dell’antica necropoli scoperta nei pressi dello stabilimento delle Acciaierie, mi sembra possa essere conforme al vero e rispondere all’importante domanda”. Sono passati oltre cento anni da quelle parole e quella necropoli resta un patrimonio storico inestimabile, ancora da scoprire e conoscere a fondo.

Lorenzo Di Anselmo

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