Terni, Cala il sipario su Umbria Jazz Spring: tanti concerti e un buon successo di pubblico

TERNI – Promosso con riserva. È questo in sostanza il bilancio tracciato dagli organizzatori in merito alla prima edizione dell’Umbria Jazz Spring, la versione ternana della rassegna musicale che da anni si svolge a Perugia in estate. La manifestazione artistica è andata in scena da venerdì 27 aprile fino a martedì 1 maggio, sfruttando il ponte che il calendario ha concesso per la Festa dei Lavoratori. Quella appena conclusasi, di fatto, ha rappresentato la prima edizione del festival realizzata a Terni. L’anno scorso, infatti, si era avuta soltanto un’edizione zero, una sorta di prova generale per verificare le potenzialità dell’evento, proposto quest’anno per il suo debutto ufficiale.

Certo, come hanno sottolineato gli stessi organizzatori, non si può dire che la manifestazione sia stata un successo travolgente, soprattutto in termini di spettatori paganti che, alla fine, sono quelli che contano davvero. Ma c’era d’aspettarselo, visto che si tratta comunque di un evento non esattamente popolare, seppur capace di coinvolgere molte persone, anche non appassionate del jazz. Ne è una testimonianza la band di strada Fuck Off, il cui calore ed energia hanno letteralmente invaso la città, regalando innanzitutto puro divertimento. La band, ormai una sorta di appuntamento fisso per l’Umbria Jazz, si è anche esibita nella splendida cornice della Cascata delle Marmore, una delle maggiori bellezze del paesaggio ternano.

In ogni caso, hanno affermato gli organizzatori, la risposta di pubblico è stata “incoraggiante, seppur non ancora sufficiente”. Uno stimolo, sicuramente, per il prossimo futuro, per tentare ogni anno di crescere. Già quest’anno, però, il cartellone era di assoluta qualità. Tanti gli artisti presenti, che spesso si sono esibiti in più occasioni e in luoghi diversi, come il Teatro Secci, il Centro Multimediale e Piazza Europa. Parecchi gli spettacoli organizzati, tra eventi a pagamento e gratuiti, per cercare di soddisfare tutte le esigenze: quelle di che, senza troppe pretese, vuole semplicemente ascoltare bella musica e quelle di chi, invece, è alla ricerca di proposte di grande qualità.

Per gli organizzatori, un vanto è sicuramente quello di aver dato spazio a due produzioni originali. La prima è stata “Two Islands”, frutto della collaborazione tra il trombettista Paolo Fresu, considerato uno dei maggiori interpreti italiani del jazz, e l’Orchestra da camera di Perugia, accompagnati da Giovanni Sollima, compositore e violoncellista apprezzato a livello mondiale. La seconda, invece, ha proposto in versione jazz alcune celebri canzoni dei Beatles, grazie all’idea e agli arrangiamenti di Gil Goldstein, storico braccio destro del tastierista Gil Evans. Goldestein è stato accompagnato dalla Umbria Jazz Orchestra, oltre che da artisti come Jay Anderson al contrabbasso, Lewis Nash alla batteria e Steve Wilson ai sassofoni.

Una peculiarità della rassegna è stata anche quella di coincidere con il Cantamaggio, la popolare sfilata dei carri che rappresenta una delle principali tradizioni della città di Terni. Da un lato, questa scelta testimonia, come avevano dichiarato in precedenza gli stessi organizzatori, la volontà di dar luogo a una maggiore sinergia con il territorio e la sua cultura; dall’altra, però, proprio la scelta della data, sottolineano adesso gli organizzatori, è uno degli elementi da rivalutare in vista della prossima edizione.

Tra gli aspetti da migliorare, fanno sapere da Umbria Jazz, anche la struttura del format proposto, in modo che sia capace di essere “sempre più aderente alle caratteristiche e alle esigenze della città”. La sensazione, comunque, è che l’avventura ternana del jazz sia destinata a proseguire, cercando, con il tempo, di plasmare “un vero e proprio festival di livello nazionale e internazionale”. Per il momento, la città ha dimostrato di essere viva e partecipe, e questo è sicuramente un segnale importante, da cogliere e valorizzare in futuro. Il jazz, la musica di qualità, un’organizzazione solida e un programma di livello dovranno fare il resto.

Lorenzo Di Anselmo

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